X-Ray T3R

Era da un po’ che ci rimuginavo… In pista praticamente tutti hanno una 1/10 elettrica, tranne il sottoscritto.
Mi sono guardato un po’ in giro e, tra le varie RC alla fine ho scelto di puntare sulla x-ray, visto che è la marca più diffusa in pista e ciò facilita
l’apprendimento dei “segreti” dell’assetto ed in più, se c’è bisogno di qualche ricambio, è probabile che qualcuno in pista lo abbia. Se poi si riesce, di comune accordo con i negozi che sponsorizzano la pista, a tenere una sorta di “banca dei ricambi”, la cosa non sarebbe male, soprattutto la domenica.
Guardandomi in giro le T2 009 sono praticamente introvabili e, considerando che devo acquistare tutto ex novo, ho fatto 2 conti. La regina (compatibile col discorso sopra) di quest’anno è indubbiamente la T3 2011, ma viste le finanze ho optato per la T3R. Tra le altre cose la Exotek ha rilasciato un telaio dedicato alle LiPo del costo abbordabile (sotto i 70 euro). Avendo già provato la qualità dei prodotti Exotek sulla Carisma, e così ho buttato un occhio anche in quel senso.
Leggendo quà e là su internet (e varie recensioni sui giornali), le differenze principali che sono emerse sono (T3R rispetto T3 2011):
– telaio asimmetrico in fibra di vetro (vs telaio in carbonio)
– barra filettata come braccetti di regolazione campanatura e convergenza (vs barra con esagono in mezzo)
– mancanza barre antirollio
– sterzo su singolo perno centrale
– supporti ammo in fibra di vetro
– trascinatori differenti
– omocinetici in materiale differente
– anodizzazione differente
Avendone “persa” una usata, ne ho trovata una nuova e, previo permesso della moglie, ho fatto l’acquisto. Il mio primo kit elettrico (ed era da un po’ che non montavo un kit, anche se le mie RC spesso le ho smontate e rimontate).
Il modello viene fornito senza gomme (ho scelto delle spugna con shore 38 che avevo in casa) e senza carrozzeria (in questo caso ho optato per la nuova protoform R9).

TELAIO
Portata a casa, ho aperto la confezione. All’interno. Subito “appare”una busta contenente il catalogo x-ray (ed è fatto benissimo, addirittura in rilievo), il manuale (della versione precedente purtroppo), un manuale integrativo per spiegare le differenze tra il manuale vecchio ed il modello attuale, un po’ di decal ed un foglietto integrativo per spiegare come aumentare la rigidità torsionale per adattare il modello alla pista. Oltre all’utilissimo (ma in inglese) set up book.
Sotto ai manuali, un adesivo “La confezione non contiene grasso alla grafite”, per cui acquistatelo, anche se serve solo sugli omocinetici. Ma ecco “apparire” il telaio con i banchetti in alluminio già montati e, nella sezione attigua, diversi sacchettini contenenti i restanti pezzi. I sacchettini sono numerati per facilitare l’assemblaggio, anche se non sempre sono chiarissimi con i codici (forse anche colpa del manuale non corretto). Mi sono messo tranquillo sul tavolo della cucina con il manuale normale e l’integrativo.
Mi sono armato di cacciaviti a brugola (Hudy) da 1,5 e 2 mm (con le brugoline normali sarei ancora lì) e di frenafiletti ed ho iniziato. Le istruzioni
partono subito con l’assemblaggio del palo rigido anteriore e del differenziale posteriore a sfere regolabile. E già quà mi inizio a preoccupare. Rispetto a quello della Carisma ci sono delle sferette in più sul reggispinta. Per assemblare il tutto bisogna fare un po’ di acrobazie, magari aiutandosi un po’ con il grasso dei differenziali denso per tenere in posizione le sfere. Purtroppo per regolare il differenziale bisogna smontare il cardano. Come optional a pochi euro (4 mi pare) c’è la vite forata per regolare il differenziale dall’esterno. L’assemblaggio prosegue senza grossi intopp, saltando tra il manuale normale ed il manuale integrativo. Bisogna fare un po’ di attenzione all’assemblaggio del gruppo centrale e tenere conto della disposizione dei differenziali (2 disposizioni diverse in base al tipo di batterie utilizzate, spostando di fatto la cinghia lunga per fare spazio alle batterie NiMh). Bisogna dare un po’ di attenzione quando ci sono i vari supporti dei braccetti, in quanto sembrano tutti uguali, ma sono le piccole differenze che cambiano il comportamento del modello. Per cui non andate avanti scegliendo i pezzi a caso. Tra l’altro sul manuale sono riportate le regolazioni di base sia per l’uso delle gomme in spugna che per le gomme in lattice. I differenziali sono montati su supporti eccentrici con funzione di tendicinghia. Tra l’altro essendo le spalline composte da due parti, rispetto ad esempio alla TS4n, l’operazione è abbastanza rapida. Basta stare attenti a come si centrano gli eccentrici, inserendo
“l’unghia” dell’eccentrico in uno degli scansi delle spalline. Come optional ci sarebbe anche il tendicinghia da montare sopra l’upper deck, ma non so quanto serva per le regolazioni rapide… Il resto del montaggio prosegue bene fino al fissaggio degli ammo. L’unica parte fatta un po’ troppo “alla carlona” per i miei gusti è proprio il montaggio degli ammortizzatori sul modello. Bisogna rismontare le brugole montate all’inizio e fissarle agli uniball.
Gli ammortizzatori possono essere assemblati con piattelli fissi o con piattelli regolabili. Ho optato per i piattelli regolabili, in modo da indurire o
smollare gli ammortizzatori in modo semplice e rapido senza smontare praticamente niente.
L’unica modifica apportata è stata una leggera fresatura dei perni degli omocinetici, per migliorarne il fissaggio con gli appositi grani ed evitare di
perdere mezzo giunto cardanico. Volendo c’è anche come optional, al costo di circa 4 euro la coppia…
A montaggio completato direi che come optional che potrebbero essere utili sono di sicuro i perni con esagono per regolare campanatura e convergenza in maniera rapida. Le barre antirollio potrebbero tornare molto utili, in base alla pista. Il costo è di circa 50 euro per il kit con le anteriori e posteriori (vendute separatamente).
Non sono comprese le colonnine di supporto dell’upper deck per irrigidire al massimo il telaio, soluzione utile nelle piste in moquette con le gomme in
spugna, tipicamente americane (anche se ora stanno passando alle piste in asfalto).
Logicamente ci sono parecchi optional, per modificare tutti i parametri dell’assetto, alcuni in plastica ed altri in metallo. Tra le altre cose, i componenti in plastica non mi sembrano poi molto costosi, rispetto ad altri modelli.

ELETTRONICA
Dovendo scegliere tutto nuovo, ho guardato un po’ in pista. In teoria si voleva fare una categoria con motori tutti uguali (10.5), ma al momento, non essendoci niente di ancora definito, ho scelto di optare per un motore sensorless Hobbywing 9T 4300 KV (lo stesso che usa un mio amico e con cui si trova bene), abbinato ad un regolatore sempre EZRun da 60A, che consente mi montare motori fino ai 5.5T (che conosco bene perchè ho sul revino).
Per il servo dello sterzo ho deciso di provare un Savox da 12 kg e 0.08sec/60° (mi piacciono i servi veloci) con ingranaggi in titanio. Come ricevente ho preso una Futaba 603FS (sigh!!! Costa molto di più delle spektrum, ma mi piace di più la radio Futaba come ergonomia…) a cui ho abbinato un condensatore per fornire una riserva di corrente alla radio ed al servo in situazioni critiche, visto che i savox ciucciano parecchia corrente…
Discorso batterie… Non sapendo bene per cosa optare, ho seguito il consiglio di un amico e ne ho cercate con hard case. La scelta è caduta su due LiPo Prismalia 2s da 5000 mAh e 40C di scarica.

 

Come al solito, dopo un po’ d’uso, inizio a trarre qualche considerazione…
Diciamo che al momento l’ho usata poco. Alla prima uscita a causa del classico botto mi si è rotto il braccetto e la “manina” del tirante superiore. Rottura “classica” che colpisce almeno un pilota a weekend (soprattutto col freddo). E stavolta è toccato a me (già mi incitavano a “testare” le barriere in fondo al rettilineo, mortacci loro). Costo totale della riparazione: meno di 7 euro il braccetto e meno di 7 euro per 8 manine delle sospensioni.

Una cosa che ho imparato a mie spese: con i trascinatori di serie, dietro NON MONTATE le gomme da 30mm, ma limitatevi alle 26. Altrimenti limerete via le “manine” degli ammo posteriori (costo 5 euro per 4 manine). Se proprio volete usare le 30mm, dovete usare i trascinatori che aumentano l’offset.

Nell’ultima uscita ho regolato un po’ troppo duro il differenziale posteriore (l’avevo stretto la sera prima, ma non troppo mi sa), ma ho esagerato e tra il differenziale posteriore duro e le gomme da 30mm l’auto in uscita di curva non era per niente docile. Devo riprovarla per bene, con una seconda modifica sostanziale (la prima è stata il telaio Exotek in carbonio per le LiPo): il nuovo differenziale posteriore. Il differenziale di serie non è proprio il max… A poco più di 50 euro (dipende dove si trova) si può optare per sostituire il differenziale con quello delle T2 e T3 (cod 305003, compatibile sia con la puleggia da 38 che con quella da 34 denti). Tra i vantaggi che offre ci sono:
– possibilità di regolarlo dall’esterno senza smontare niente (cosa che sabato mi avrebbe agevolato non poco)
– maggiore protezione per le sfere, grazie alla copertura “dust labyrinth” che protegge maggiormente le sfere (sull’originale sono potenzialmente esposte)
– maggiore scorrevolezza
– difficoltà nel perdere le dannate sferette dello spingidisco, in quanto sono vincolate tra loro su un cuscinetto. L’altra sera pensavo di averne persa una… Sono 7 (no, non sono le 7 sfere del drago…) con lo spazio per un’ottava per lasciare un po’ di gioco.
Possibilità di montare le sfere del differenziale e dello spingidisco in ceramica, che dovrebbe migliorare la scorrevolezza (ricordo che la Jaad fa un set da 12 sfere a 8 euro, mentre le originali costano 20 o più, ma non so la qualità)
– bicchierini in metallo (solo quelli sono 15 euro cad…)

La stessa modifica l’ha fatta anche un’altro pilota sabato sempre con la T3R ed ha detto che si sente che diventa più docile…

 

Piccoli aggiornamenti…
Allora… In settimana mi sono arrivate le barre antirollio dall’Inghilterra (in Italia erano introvabili, e ci hanno messo solo 4 giorni…) per cercare di limitare il sovrasterzo… In teoria andrebbero montate solo all’anteriore (per provare). Al momento sono partito con la 1.6 davanti e 1.2 dietro, anche se non mi sembra il massimo… Vedrò in caso per una barra più rigida.

Complice la fiera di Verona, mi sono portato a casa un ESC Xerun 120A 2.1, program card USB e motore Speed Passion V3 10.5 (con pignone 22 denti). Sto ancora cercando di capirci un po’… Mi ci sono voluti 2 giorni di prove e ricerche su internet per capire come funziona il tutto. Ho caricato l’ultimo software sulla Program Card e l’ultimo software STOCK sull’ESC (mi mancava proprio questa parte…)

Nel W.E. vediamo come si comporta…

Ultimamente ci siamo convertiti un po’ tutti alle gomme in lattice, per cui le modifiche non sono poche. Tra l’altro devo modificare e sistemare anche quella di un mio amico questo natale…
Partiamo dalle gomme. Al momento uso le Sorex. Mescola 24 in inverno e 36 in estate.
L’assetto per le lattice è mooooolto più morbido che non per le spugna.
Personalmente ho messo gli ammo con i piattelli fizzi anziché regolabili (anzi… a dire il vero ho gli ammo in alluminio x-ray ) con 3 fori, da 1.1 davanti e 1.3 dietro. Olio 400. Molle bianche dietro ed azzurre davanti.
Carrozzeria Mazda6 o Mazda6Speed.
La T3 (tranne la 2012, tutte) ha il palo anteriore e sfere posteriore. Personalmente non mi piace molto, infatti ho messo i differenziali ad ingranaggi sia davanti (olio 1.000.000) che dietro (olio 1.000).
Servo savox 1258.
Regolatore e motore, dipende. Anche dalla tua esperienza. Dopo la seconda svampata del regolatore da 120A (dovrebbe tornarmi domani riparato) ho messo un Tekin RS Pro, prima con un 10.5 (che va comunque bene, ma sarebbe maglio speed passion che hobbywing se devi scegliere) Tekin redline (una bella bestia). Mentre poi per prova ho messo un 4.5T sempre Tekin. Una bestia esagerata (difatti ogni tanto abbasso l’epa dal telecomando).
Batterie almeno 4000mAh 35-40C

 

 

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