Traxxas E-Revo VXL 1/16 (Alias REVINO o MERV…)

Introduzione
Eccomi quì, a recensire la mia seconda RC. Dopo la TS4n ( http://www.modellismo.net/forum/rece…ts4n-gold.html ) è la volta del Traxxas E-Revo VXL 1:16. Anche se mi sembra che il modello abbia ricevuto un’accoglienza un po’ “freddina” quì sul forum.
A differenza della recensione della TS4, stavolta posto un messaggio per ogni sezine, così il limite dei 15.000 caratteri per post non mi frega (forse…) e posso espanderla con più serenità in caso di bisogno.
Premetto che in tanti anni questo è il mio primo modello elettrico in pratica. Precedentemente ho avuto la mitica Gig Nikko Dictator, con 2 motori mabuchi 540, ben 2 velocità avanti ed una indietro (quella rossa… Chi se la ricorda?) ed una Mini-Z MR-01 che ora ho in vetrina con la carrozzeria di K.I.T.T.
Il Revino è la prima RC elettrica “di nuova generazione” e, non essendo avvezzo a questo mondo, potrei scrivere delle castronerie che vi lascio leggere….
Ho scelto questo modello perchè ero in cerca di un piccolo monster, sostituto del CEN MG16 che tanti problemi mi ha dato a livello di motore. Guardandomi in giro, ho valutato varie alternative, ma alla fine mi sono “buttato” sul piccolo di casa Traxxas, attirato dal nome del modello, dalla disponibilità di ricambi ed optional nonché da una nutrita schiera di appassionati.
Logicamente, essendo un modello in scala 1/16 non si può pretendere che abbia le prestazioni dei fratelli e cugini in scala 1/8 e 1/10 o che regga gli stessi “sforzi”. Va bene per divertirsi un po’ in fuoristrada leggero, qualche salto (anche se il sottoscritto ha provato la rampa dell’1/8) ed essendo elettrico si può girare tra le case senza che i vicini stressino più di tanto.
Personalmente l’ho preso per girare sulla ghiaia dietro casa o sui terreni accidentati dove non oserei girare con una delle mie due a cinghia.
Il Revino viene proposto (adesso, nel 2010) sostanzialmente in 2 versioni: la versione normale ha motore brushed (a spazzole) e radio a 27 MHz, mentre la versione VXL “special edition” ha motore brushless (Velineon classe 380) e radio a 2.4 GHz (la versione VXL “normale” ha la radio a 27 MHz).
La versione VXL si trova in commercio a poco meno di 300 euro.

http://www.traxxas.com/products/elec…_erevo7107.htm

Praticamente uguale è lo slash, solo che ha i paraurti diversi ed i braccetti (in teoria visto che alcuni optional non sono compatibili) delle sospensioni più corti, oltre carrozzeria e gomme diverse.

Into the box
Sulla scatola appaiono diverse foto del modello e l’edizione con radio a 2.4 GHz hanno l’adesivo “special edition”.
Dentro, il modello è posto a sandwitch tra due blocchi in polistirolo. Sotto il modello troviamo il telecomando (marcato Traxxas), un buon manuale, un po’ di altri fogli etc, un set di 3 chiavi a brugola e una chiave multipla a tubo (e con questi 4 attrezzi è possibile smontare completamente il modello), una batteria Ni-MH a 7.2V e relativo caricabatterie. Per ultimo troviamo un pignone per l’alta velocità, utile per quando si vogliano superare le 50 miglia orarie.

Il modello

Telaio
Il modello è praticamente tutto in plastica. Le parti in metallo sono ben poche. Troviamo un telaio in plastica che integra nella parte laterale due vani (uno per lato) ove alloggiare le batterie, richiudibili con una copertura in plastica. Vi sono delle prese d’aria per raffreddare le batterie e far fuoriuscire l’aria calda. Le dimensioni dei vani sono circa 20mm in altezza (che si riducono a 15 alle estremità, negli ultimi 7 mm), 30mm di profondità e 13 di larghezza)
Guardando la RC dal dietro, al centro sul lato sinistro troviamo il box della ricevente a tenuta stagna, in mezzo il motore ed a destra le guide per accogliere l’ESC che è fatto su misura (qualcuno mi diceva essere prodotto da castle creation, ma non saprei se è vero) e bloccato in posizione talla paratia di chiusura del vano batterie.
Davanti tra il box della ricevente ed il motore vi è un carter che protegge gli ingranaggi della trasmissione, il palo rigido (di serie esce senza differenziale centrale) e la frizione parastrappi regolabile.
Gli ammortizzatori sono in configurazione “push-road”. Sono installati sul telaio, non sui braccetti delle sospensioni. Sono collegati al braccetto delle sospensioni tramite un puntone (push rod) ed una parte di collegamento (rocker) fissato al telaio tramite una vite e dotato di boccole in teflon, che fa da perno.

Il corpo degli ammortizzatori, i rocker ed i push rod sono completamente in plastica. Gli ammortizzatori hanno al loro interno l’olio e vengono forniti di serie con molle di colore rosso. Come si vede dalla foto, la durezza delle molle è indicata dallo sbaffo di vernice (in questo caso, verde) su di esse. Di scatola ci sono le molle medie (2 mm).
I braccetti inferiori sono fissati alla cellula del differenziale tramite 2 perni per ogni braccetto e tali perni sono tenuti in posizione da due skid plate in plastica, mentre i braccetti superiori sono fissati con un’unico perno tenuto in posizione da una “piastrina” in plastica.

I mozzi (uguali sia davanti che dietro) sono fissati ai braccetti tramite uniball. Questi ultimi sono tenuti in posizione da dei blocchi in plastica. Bisognerebbe aspettare che questi blocchi si consumino o dargli una leggera limata per rendere più scorrevole il tutto, oppure sostituirli con quelli optional in metallo.

Sull’anteriore, i braccetti dello sterzo (non regolabili, come i posteriori) si collegano al gruppo salvaservo posto al centro del modello nella parte inferiore. Il gruppo lavora su due piccole boccole in teflon ed è protetto dai colpi dallo skid plate anteriore. Nella parte inferiore del telaio troviamo
anche, a protezione degli organi meccanici uno skid plate centrale e dei “roll bar” sul servo.

In teoria il modello è disponibile con carrozzeria con dominante rosso, blu, argento o giallo, anche se quest’ultima non l’ho ancora vista in giro.
Il modello si presenta completamente cuscinettato sulla trasmissione. Gli unici punti dove mancano i cuscinetti sono i rocker ed il gruppo sterzo, ma sono disponibili compe optional.

Trasmissione
Di serie il Revino è dotato di due differenziali, palo rigido centrale, frizione parastrappi.
Una cosa che mi è piaciuta molto sono le brugoline passanti. Danno l’idea di maggior sicurezza rispetto ai tradizionali. Non so in caso di perdita delle brugole quanto si trovino facilmente…
La trasmissione, pur essendo in plastica non è male, anche se avrei preferito in metallo.
La scelta di stare “sull’economico” usando la plastica per tutta la trasmissione (trascinatori compresi), benchè di una certa consistenza, lascia un po’ l’amaro in bocca dopo aver speso un bel po’ di soldi per il modello.
I differenziali forniti hanno 3 satelliti e sono già riempiti con l’olio della giusta viscosità per divertirsi. Tutta la trasmissione lavora su cuscinetti.

Come dicevo poco fa, il modello è dotato di una frizione regolabile per “ammortizzare” l’esuberanza del brushless e stressare meno la trasmissione. La regolazione avviene, come sempre in questi casi, agendo su un dado che stringe o smolla i 2 dischi che chiudono a sandwitch il disco in ferodo.

Elettronica
Come dicevo all’inizio, il mio modello è dotato di radio a 2.4 GHz, che comprende tutti i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnologia. Sinceramente il telecomando (disponibile SOLO a volantino) è un po’ brutto.troppo plasticoso/giocoso, sembra quella delle macchinine del supermercato.
I trimmer del gas e dello sterzo sono i classici potenziometri, c’è la possibilità di regolare MECCANICAMENTE la posizione del grilletto del gas (50/50 o 70/30). Nella parte bassa invece troviamo il led di stato, il pulsante per fare il binding con la ricevente e l’interruttore di accensione. Nella base vi è lo spazio per le 8 pile stilo dell’alimentazione.

Per quanto concerne la ricevente invece, come dicevo sopra si trova in un box resistente all’acqua con tanto di guarnizione.
La ricevente presenta 4 canali. 2 sono dedicati ai servi dello sterzo (eh, sì, se ne possono mettere 2), uno dedicato al gas ed un 4° canale per… boh??? a parte alimentare delle ventole aggiuntive. La ricevente è incollata alla base della ricevente ed è alimentata direttamente dal BEC (Battery Eliminator Circuit) integrato nell’ESC (il regolatore del motore)

Passando all’ESC VXL-3m, ci sono diverse cosucce da dire. Come dicevo sopra, la cassa in plastica è fatta su misura per entrare a slitta nei supporti posti sul telaio.
Viene alimentato tramite il connettore “traxxas high power” e supporta sia le batterie Ni-Mh che le LiPo. Tramite il pulsante posto sopra l’ESC si può accendere e spegnere l’ESC (e la radio che esso, tramite il BEC interno, alimenta), impostare il cut-off (in base al tipo di batteria) per evitare di
rovinare le batterie, impostare la modalità “training” per diminuire le prestazioni per chi inizia, race (senza retro) o sport (acceleratore, retro e freno al 100%), ma purtroppo non è programmabile in maniera più raffinata. Può essere alimentato con LiPo 2s e 3s, ma a 3s il piccolo inizia a diventare un po’ ingestibile e, a sentire chi ci ha provato, il BEC interno con le batterie 3s sembra soffrire un po’. All’atto pratico l’ESC non se la cava male, anche se andrebbe raffreddato tramite una ventola. Un’altro piccolo neo è che alle basse velocità c’è poco freno, mentre se si frena da alta velocità le cose cambiano ed il modello frena discretamente.

Il motore Velineon brushless, classe 380 viene fornito di serie con pignone 27 denti modulo 48. Per essere un motore di una RTR, non è niente male.
Buone prestazioni e tanta coppia, tanto che, uscito di scatola ed alimentato con un pacco LiPo 2s, non è strano fare backflip sul posto in accelerazione. Il montaggio e la regolazione del motore in base al pignone ed alla corona è semplicissimo. Il motore è fissato ad un supporto che fa anche da dissipatore, e si fissa al supporto motore con un perno nella parte inferiore, mentre nella parte superiore è fissato ad un’asola mediante una vite, che permette in pochi secondi di smontare il motore, sostituire il pignone, rimontarlo e sistemare l’accoppiamento.

L’ultima parte dell’impianto è il servo dello sterzo. Da pignolo come sono, non mi aspettavo che questo servo andasse così bene. Digitale, 4 kg di potenza e resistente all’acqua non è niente male e gli ingranaggi di ricambio costano intorno ai 6 euro, ma sono tutti ingranaggi in plastica (peccato non ci siano anche in metallo).
Come scrivevo sopra, il modello può supportare fino a 2 servi per lo sterzo

L’installazione di servi alternativi è un po’ complessa (dimensione max 16x30mm), in quanto il foro in cui si inserisce il servo è piccolo, lungo 3 cm. Mentre il servo originale (che come velocità e potenza, se paragonato ad altri, non è affatto male, peccato la resistenza…) ha il filo che esce dalla parte alta e non ha problemi ad essere montato, i servi tradizionali hanno il filo che esce dalla parte laterale del servo e montarlo è un’impresa… A volte bisogna addirittura aprire il servo per montarlo e dare una limata agli attacchi per ridurli un filo.
In origine il servo è montato a destra, ma il filo passa un tantinello troppo vicino all’albero di
trasmissione. Allora l’ho spostato sulla sinistra, intanto non cambia niente a livello di meccanica
Running out of the box
Come sempre, non ho testato il modello in configurazione base… Però, almeno all’inizio, mi sono contenuto. Ho semplicemente non usato la batteria di serie, ma 2 LiPo 2s 1250 MAh in parallelo. E devo dire che il piccoletto si è dimostrato essere un ottimo modello divertente da guidare. Se partite da fermi e spalancate tutto in avanti o indietro, il Revino fa la capriola su se stesso. E se non si capotta perchè c’è poca trazione, allora va via in impennata e ruote al cielo per diverso tempo, stile Herbie. Il problema in queste condizioni è sterzare…
Andando a bassa velocità, come dicevo la RC ha poco freno, ma riesce a divertire. Ha qualche tendenza al capottamento anche laterale e in curva, ed ad esempio, sulla ghiaia risulta difficile da gestire.
Ho anche provato una rampa da 1/8 e dopo un po’ di atterraggi disastrosi mi si è tranciato il filetto dell’uniball posteriore sinistro, ma, sinceramente, la cosa non mi ha stupito più di tanto, anche perché è risaputo che queste sfere non sono così resistenti. Mi sarei aspettato di peggio.
Ci si deve ricordare, comunque, che stiamo parlando di una 1/16, per cui non si può pretendere che possa affrontare ostacoli o terreni troppo impervi. Altro piccolo problema sono i sassi. A girare sulla ghiaia gli assali posteriori (che ricordo, sono in plastica e grossi) vengono bombardati dai sassolini scagliati dalle ruote anteriori (e vi assicuro che “raspa” su molto bene). Inoltre non è raro che qualche sasso si blocchi tra la parte interna del cerchio ed i mozzi ruota bloccando la ruota. Basta dare un colpetto in retro e la ruota dovrebbe sbloccarsi.
Che dire… Come modello da divertimento, assolve pienamente al suo compito e non delude le aspettative!

Optional e modifiche
Ecco forse la parte più corposa della recensione. Ci sono una infinità di optional e si può trasformare quasi interamente in alluminio, ma parlerò solo di una parte di questi optional.
Tra le marche di optional abbiamo Traxxas, GPM, Integy, Hot Racing, RPM e, una menzione speciale ad H8Italia.
Partiamo da quest’ultima, di cui ho avuto il piacere di conoscerne alcuni membri in pista… Ha presentato 3 telai diversi in alluminio, che trasformano completamente il Revino in base alle esigenze.

E, se non ricordo male, dovrebbero esserci anche le rispettive versioni a passo lungo. Vi rimando al loro forum per maggiori informazioni: H8Italia :: Index
Traxxas fornisce diversi ricambi per il suo piccolino. Partiamo dal differenziale centrale riempito con olio di densità 50.000. Al momento sto provando con un 100.000 e mi sembra più divertente. Il Revino perde parte della sua cattiveria in partenza e la tendenza ai capottamenti ed impennamenti, ma guadagna tantissimo in guidabilità ed in maneggevolezza. Altri optional degni di nota sono i cuscinetti per sostituire le 8 boccole dei rocker (e rendendoli più morbidi) e le 2 boccole (di dimensioni diverse) dello sterzo.
Optional importantissimi sono i push rod in alluminio ed i braccetti regolabili (per regolare la convergenza) anch’essi in alluminio. Tra gli optional più costosi ci sono i semiassi delle ruote in metallo. Oltre ad essere più robusti e sottili (quindi in teoria potrebbero avere meno inerzia) e garantire un migliore inserimento in curva (così dicono). Tra gli altri optional possiamo cirate i trascinatori in alluminio, molle di diversa durezza, ammortizzatori in alluminio rivestiti internamente in teflon, una wheelie bar per evitare i ribaltamenti e poco altro.
Integy, GPM ed Hot Racing invece presentano praticamente quasi tutti i componenti in alluminio (e titanio), dai push rod e toe rod in alluminio ed entrambi regolabili, i braccetti, i semiassi che partono dal differenziale centrale, la scatola della ricevente, i vari carter, rollbar, skid plate (anche in titanio), ammortizzatori, rockers, wheelie bar, sfere dei mozzi (in acciaio però), mozzi…. Praticamente, tranne il telaio centrale, i differenziali, gli ingranaggi e le cellule dei differenziali, tutto il resto si può trovare in alluminio. C’è da ricordare però che l’alluminio pesa di più della plastica, spesso e volentieri.


L’RPM invece, per il piccolo Revino, propone un set di braccetti in plastica. Ma non sono braccetti normali… Quelli in alluminio possono spezzarsi, mentre quelli della RPM, a detta di chi li ha provati, si piegano in caso di forti colpi, ma si possono raddrizzare facilmente senza che si indeboliscano e riportino danni seri. In Italia non è facile trovarlo, ma so che un certo negozio online (e anche offline) ha intenzione in futuro di trattare sia RPM che altri marchi simili.
Logicamente, anche tutto il rimanente può essere sostituito. Per ESC e motori ci sono vantissime alternative, tipo mamba e novak, così come per le gomme, tipo le Dirt Hawg o, ancora, la carrozzeria. In teoria in gara non si possono fare fori oltre a quelli integrati nella carrozzeria. Per ovviare a questi problemi, la pro-line ha realizzato una carrozzeria che integra una presa d’aria dinamica frontale per tenere sotto controllo le temperature.
Come era logico aspettarsi da me, non ho lasciato il Revino di serie… Ho modificato sia l’elettronica che la meccanica, ma ogni modifica è stata ben ponderata (o quasi).
L’elettronica andava quasi bene di serie. Come modifiche ho installato le 2 batterie LiPo in parallelo, il dissipatore per il motore munito di ventola (che si è rotta durante un salto) collegata al 3° canale della ricevente. Appena sarà disponibile, lascerò sul motore solo il dissipatore ed installerò una
ventola 25×25 sull’ESC per meglio raffreddarlo. Per evitare problemi con il BEC integrato nell’ESC e per diminuire il riscaldamento dell’ESC stesso ho installato un BEC esterno (chiamato anche UBEC). Al momento ho creato un cavetto a “Y” (anche se non è ancora il top del lavoro) ed ho isolato il segnale dall’alimentazione, sdoppiando la massa. L’alimentazione (ed una delle 2 masse) l’ho dirottata sull’UBEC, mentre il segnale e la seconda massa alla RX. Certo, mi sarebbe più semplice aprire l’ESC, isolare l’alimentazione verso la RX e saldarci sopra l’ UBEC così, quando si accende l’ESC si accende l’UBEC. E se l’UBEC si guasta?
Con i cavi è possibile escludere lo UBEC ed usare i BEC integrato e continuare a girare.
Per aumentare il raffreddamento ho anche forato la carrozzeria, ma intanto non faccio gare…
Come meccanica invece le modifiche sono state più sostanziali. A seguito del salto in cui mi si è tranciato l’alberino della sfera, sono in attesa delle sfere in acciaio e dei braccetti della RPM (nel frattempo uso i ricambi originali). Per il resto delle sospensioni, ho installato i cuscinetti sullo sterzo e sui rocker, ho installato i rocker in alluminio, i push e toe rod in alluminio regolabili, gli ammo in alluminio con i relativi attacchi (uno manca ancora, ma arriverà) ed i fuselli in alluminio con le boccole in teflon regolabili (come quelli della TS4n per capirci).


Tutte queste modifiche hanno reso le sospensioni e lo sterzo molto più morbidi e progressive, rendendo la guida molto più precisa e rapida nel rispondere ai comandi. In arrivo ci sono anche gli assali anteriori e posteriori in metallo (già che devo smontare tutta la RC anche per manutenzione) che dovrebbero appunto migliorare l’erogazione. Per gestire meglio il modello ho montato il differenziale centrale e la weelie bar in alluminio (che col differenziale centrale serve a meno), ma penso che cambierò l’olio nel differenziale con uno più denso per renderla ancora un po’ più cattivella…
Qualche “pazzo” e con gli attrezzi giusti potrebbe rendere sterzanti le ruote dietro. Non dovrebbe essere poi così difficile…

Dopo tante scariche, facciamo il punto….


Dopo aver fatto un bel po’ di scariche in varie condizione, penso sia arrivato il momento di fare il punto della situazione. Non solo sul modello in se, ma anche su una parte degli “infiniti” optional che il mercato propone per il revino (logicamente, considerazioni personali).Il modello è splendido da portarsi in giro. Lo porto sempre quando vado a girare nel pistino on, visto che dietro c’è un parcheggio sterrato e ci sono altri “revinisti”, in montagna (dove c’è un parcheggio parecchio dissestato) e spesso dai parenti. E’ un buon compromesso tra portabilità e versatilità. Se il terreno non è esageratamente “difficile” ci si può davvero sfogare.
Sento tanti che acquistano il mostriciattolo “pretendendo” di farlo volare con LiPo 3s o superiori, ma non ce lo vedo come un dragster, anche perchè le curve difficilmente si riescono a fare. I backflip ad alta velocità sono divertenti e spettacolarità, ma alla lunga è più divertente girare in pista con gli amici.
Di rotture non ne ho avute molte. 2 volte mi si è rotta una sfera pivot nel braccetto. La prima volta facendo il pistola su una rampa per 1/8 (e non atterrando bene…). La seconda volta si è rotta quella in titanio nel braccetto RPM. Una rabbia pazzesca!!! Fortunatamente un mio amico usando il trapano a colonna (e, se avete un dremel, c’è un accessorio che lo trasforma in un trapano a colonna appunto) ed una punta dell’1 ha forato il perno della sfera pivot e poi con un maschiatore a filettatura invertita è riuscito ad estrarre il pezzo rotto. Con quello che costano le sfere in titanio, si ha solo un risparmio di peso ma non di rorustezza. La rottura è stata inattesa perchè in prefedenza ho preso colpi ben peggiori (ed anche con temperature più basse, anche se eravamo sui 2 gradi quel giorno) senza danni.
Altra rottura il supporto del paraurti anteriore, ma dopo tanti salti la cosa era “aspettata”.
Terza rottura, l’o-ring che tiene insieme il giunto omocinetico in metallo originale Traxxas (che mi pare molto simile all’Integy). Diciamo che è progettato un pelino male secondo me, perchè se si perde/rompe l’o-ring si rischia di perdere perno e bussola. Si può mettere il termoretraibile per evitare di perdere l’o-ring, ma gli spazi sono un po’ troppo risicati ed un paio di volte mi è saltato via.Per la pulizia del modello, di solito uso il classico pennello, aria compressa, straccio e WD40. Attenzione che quest’ultimo lascia il modello “unto” per un po’…

Comparto radio/elettronica… L’elettronica di serie non è male. Il servo dello sterzo, nonostante gli ingranaggi in plastica non è assolutamente da “buttare”. L’ESC ed il motore funzionano egregiamente, anche se un dissipatore passivo sul motore ed un po’ più di freno anche alle basse velocità avrebbero migliorato le cose (a meno che non siate dei pignolini rompiscatole come il sottoscritto ).
La radio non mi è piaciuta, ma più che altro una questione di abitudine. La distanza tra grilletto e sterzo è maggiore di quella a cui sono abituato con la vecchia radio, ed il grilletto del gas (come anche lo sterzo) non mi dava quel feedback che cercavo. Anche sulla DX2s di un mio amico ho difficoltà col gas perchè sempre troppo morbido…

Come optional e modifiche, ne ho provati un po’. Alcuni li ho presi per motivi “estetici”, altri “prestazionali”, ed altri ancora per entrambi i motivi. Alcune scelte alla lunga mi sono piaciute, altre invece mi hanno un po’ deluso…

Regolatore Hobbywing EZRun 60A: cambia completamete lo stile di guida. Il freno alle basse velocità finalmente si sente e si può attivare anche il “freno motore” in rilascio. Inoltre
Motore Feigao Brushless Sensorless 4900KV: questo l’ho voluto provare. Ha più coppia del Velineon ed è un po’ più cattivo. Conferisce al modello più velocità grazie ai 900kv in più
Dissipatore motore Yeah Racing: per raffreddare meglio il motore. Consigliato comunque
Lipo 2s 2250mAh / 45c : forniscono tutta la corrente che il motore richiede. Col Feigao si arriva ad una 20ina di minuti senza problemi
Radio Futaba T3PM 2.4 GHz: come dicevo, è una cosa soggettiva. Ha moltissime regolazioni e mi piace, ma anche quella originale va bene.
Ammo in alluminio by GPM: quelli originali tendono a perdere olio dai fori di sfiato. O si chiudono i fori, o si cambiano ammo. Tra l’altro mi sembrano più scorrevoli degli originali
Molle verdi e nere Traxxas + set molle Integy: dipende da dove girate e se volete “assettare” il modello per bene
Giunti omocinetici ruota in alluminio by Traxxas: più robusti degli originali, ma non mi piace la qualità costruttiva. Forse i GPM che non richiedono di aprire i differenziali (anche se ho idea che pasino un po’…
Differenziale centrale: consigliato per rendere più guidabile il modello. Fa molta più fatica ad impennare o a fare backflip, ma in pista è più importante altro…
Cassa differenziale centrale in alluminio by GPM: inutile e va modificata per un errore di realizzo. Con il differenziale centrale blocca tutta la trasmissione. Ma mi piace come luccica quando è pulita
Salvaservo in alluminio by GPM: inutile. Ma all’originale si era “sfilettato” uno dei fori dove si fissano i tiranti dello sterzo e, come per la cassa differenziale centrale, mi piaceva…
Cuscinetti sterzo: consigliati. Aumentano la scorrevolezza dello sterzo
Cuscinetti rocker: consigliati. Migliorano la progressione e linearità delle sospensioni
Giunti omocinetici trasmissione in alluminio by GPM: a meno che non usiate motorizzazioni mostruose se ne può fare a meno. Gli Integy sono più leggeri, ma non danno molta affidabilità, soprattutto i bicchierini e le relative brugole
Push Rod in alluminio by Traxxas: molto belli esteticamente. Non saprei se sono più robusti dei GPM, ma i GPM si erano piegati… Sosstituibili con una barra filettata e 2×2 uniball (risparmiando parecchio)
Tie Rod in alluminio by Traxxas: idem come sopra, ma più utili per regolare meglio la convergenza senza agire sulle sfere dello sterzo
Barilotti anteriori e posteriori in lega by GPM: mi dicono che gli originali tendono a prendere giochi. Non sono arrivato a quel punto, ma con questi lo sterzo è più morbido. Ora ci sono anche quelli della RPM…
– Tappi barilotti in alluminio by GPM: dubbia utilità rispetto agli originali forniti coi barilotti GPM, in plastica
Braccetti ammortizzatori in plastica by RPM: consigliati. Più robusti e si rompono raramente. Anche se ogni tanto si rompono
Paraurti anteriore e posteriore in plastica by RPM: estetici… Ma fanno al loro porca figura…. Attenzione alle viti con passo non metrico
Rocker in alluminio by Integy: inutili. Belli. Ma sono meglio quelli della hot racing, disponibili in america, con diverse posizioni per variare il comportamento del modello
Sfere pivot sospensioni in titanio by Lunsford: inutili. Direi resistenza paragonabile (o inferiore ) alle originali, per cui tanto vale risparmiare soldi
Pin in titanio by Lusford: idem come sopra
Supporti ammo anteriori e posteriori in lega by GPM: utilità dubbia. Carini di certo, anche se gli hot racing…
Wheelie bar in lega by GPM: pesicchia un po’ e con il 3° differenziale non serve. A meno che non si usi come “coda” per afferrare il modello. In caso di urti violenti scarica tutto il colpo su supporto alettone, mentre l’originale traxxas in plastica si sgancia
Discorso gomme….Ne ho provate alcune, ma al momento ho girato solo su moquette, terreni ghiacciati o fangosi (causa tempo), asfalto e ghiaia (da sassi “grossi” a ghiaia simile a quella dei gatti). Le dirt hawg mi hanno deluso sinceramente. A parte che pesano e ci vuole un pignone più piccolo per non sforzare il tutto, ma poi non mi sembra facciano molto. L’elevato peso dato soprattutto dai cerchi con beadlock aiuta a tenere giù il modello su tracciati molto sconnessi, ma su fanghiglia , terreno ghiacciato e ghiaia il grip è un po’ scarsino.
Le talon originali fanno un po’ tutto, ma non eccellono in niente in particolare. Forse sulla moquette dove scivolano il giusto… Ma non offrono un gran grip sui fondi diversi dalla moquette. Diciamo che sono le classiche gomme da primo equipaggiamento.
Le Pro Line Hot Shot penso vadano bene su terreni compatti (dove al momento non sono stato), ma su ghiaia etc non tanto. A parte che ho montato quelle strette da anteriore (queste ho trovato all’epoca) ed il revino sta un po’ male esteticamente… Mi sembrano simili alle Traxxas S1 Response. Sui terreni compatti ed asciutti potrebbero offrire buone sorprese. Meglio non usarle sulla moquette a causa dell’eccessivo grip che offrono, soprattutto in curva.
Mi riservo il diritto di provarle sul terreno giusto.
Le GPM da asfalto sono una copia delle proline road rage, ma con mescola più dura. Scivolano parecchio appena montate e secondo me vanno rodate un bel po’ e fatte scaldare a dovere.
Le GPM da off sono gomme dure (anche come carcassa). Mi sono piaciute molto sui terreni con ghiaia di diverse dimensioni, offrendo davvero un grip superiore alle dirt ed alle talon senza ombra di dubbio, tanto da permettermi di scalare la “nostra” classica collinetta di ghiaia fine senza rincorsa e dal versante più ostico, cosa che non riuscivo a fare con le dirt (unica differenza, con le dirt pignone da 19 e con le gpm da 23) ne tantomeno i miei soci con le talon. Consigliare se girate su ghiaia e ghiaini (e da provare bene col fango, ma sembrano andare ottimamente…)
Piccolissimo aggiornamento sul comparto radio.Nelle ultime versioni del revino a quanto pare hanno cambiato il telecomando.Il primo era a 27MHz:
Traxxas – TQ Transmitter (2-Ch) (#2222) – Overview | traxxas.com
scarno e con poche (nulle) regolazioni

Il secondo radiocomando invece era uguale al primom na con tecnologia a 2,4 GHz:
Traxxas – TQ 2.4GHz Radio (2-Ch) (#2228) – Overview | traxxas.com

L’ultimo modello invece è sempre in 2.4, ma presenta anche la possibilità di programmare alcuni parametri:
Traxxas – TQ 2.4GHz Traxxas Link (#2238) – Overview | traxxas.com
Può tenere in memoria 20 modelli con selezione automatica, regolazione EPA, acceleratore esponenziale e rx a 5 canali

Cava

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