Scegliere una Touring elettrica

INTEGRAZIONE
abbiamo messo online anche una mini guida su tutto il resto dell’elettronica

E’ da un po’ che pensavo di scrivere un post dedicato a chi inizia con il touring 1/10, per forire un po’ di nozioni di base ed evitare un po’ (utopia?) delle stesse domande, trite e ritrite.
Lunge da me fare il maestrino, anzi, sono il primo a cui capita di scrivere cappellate. Chiedo l’aiuto degli altri appassionati, sia esperti gareggiatori che dei novellini che magari hanno incontrato problemi o esperienze da condividere con altri appassionati che si affacciano su questo mondo.
Inutile consigliare quì i singoli prodotti. Il mondo è troppo vario ed ogni cao è a se.

Una parte delle considerazioni valgono logicamente anche per altre categorie.

Allora. Prima di tutto bisogna decidere dove usarla. Se si vuole girare nei parcheggi e simili è necessario optare per un’auto con trasmissione a cardano, questo perchè la sporcizia presente nei parcheggi potrebbe danneggiare la trasmissione a cinghia. Il vantaggio dei parcheggi è che non ci sono ostacoli, tranne qualche marciapiede e l’unico palo da prendere a tutta birra . Il problema è che girare da soli stufa molto presto ed in più è controproducente perchè non si impara a guidare (non essendoci dei “limiti” come il tracciato, ma almeno si impara a sterzare dalla parte giusta quando l’auto ci viene incontro) e non si impara a fare il setup come si deve.
Se poi si gira da soli…

In pista invece (a patto di trovare una pista tranquilla, dove non siano in corso gare/prove/etc) si impara a guidare, si impara a preparare la propria auto, si migliora lo stile di guida (confrontandosi col cronometro e con altri piloti), si passa tempo in compagnia, ci si scambiano idee e pareri, si stringono amicizie e, purtroppo spesso e volentieri, si spende di più proprio per migliorare la propria auto o perchè si scoprono nuovi modelli che solleticano la nostra curiosità).
Il consiglio, mio ma anche di tanti altri piloti, è di girare in pista.

Ma non tutte le piste sono uguali. Ci sono piste dedicate alle 1/8 da pista a scoppio, che raggiungono i 130 km/h. Usare una 1/10 potrebbe essere un po’ problematico per le parti della pista da fare in pieno (ed in cui il motore elettrico dell’1/10 potrebbe girare troppo tempo al massimo e quindi surriscaldarsi (il che non è bello). Quindi, ad ogni pista, la sua tipologia di auto.

Già, ma quale auto scegliere? E cosa serve realmente insieme al modello?
Diciamo che spesso e volentieri la regola del “chi più spende, meno spende” è applicabile anche in questo campo. Normalmente di RTR idonee a girare in pista non ne troviamo moltissime. Non perchè non siano buone, ma perchè alcune ad esempio non sono molto robuste, altre perchè la disponibilità e reperibilità dei ricambi è scarsa, alcune con il telaio in plastica offrono una guida approssimativa, altre ancora perchè rischiano di non fare imparare molto (regolazioni) e di diventare un peso che può far o disinnamorare da questo hobby oppure può portare a rispendere altri soldi per un modello più performante.
Qualche consiglio? Guardate con cosa corrono in pista gli altri, in modo da farvi un’idea dei modelli che vi girano, vedere con quali modelli potreste avere maggior aiuto da parte degli altri piloti in caso di necessità (è più facile aiutare quando si conosce bene il modello) ed eventualmente con quale potreste avere meno problemi nel reperire i ricambi sia in pista (magari qualche altro pilota li ha e ve li può vendere) che dai rivenditori (fisici o online). Niente è più frustrante di vedere la propria RC smontata, in attesa per diverse settimane del malefico ricambio che non arriva…

Il consiglio sempre valido è di valutare un buon usato (lo so, è difficile valutare un usato) o vedere qualche kit. Spesso e volentieri le case che fanno i modelli top fanno anche modelli più “blandi” (mi vengono in mente l’X-Ray, la Team Magic e la 3Racing, così su 2 piedi), ma comunque qualche gradino sopra alle RTR. Il fatto che siano in kit spaventa tanti, ma montare il modello da 0 serve a conoscerlo bene ed avere meno difficoltà quando dovrete smontarlo per manutenzione ordinaria o straordinaria (e dovrete farle entrambe ). Se poi avete aualche amico modellista, un negoziante (utile per chi inizia) o qualcuno in pista a cui chiedere consiglio su qualche passaggio ostico, meglio. Il forum aiuta, ma vedere come si fa una cosa è molto più efficacie, a livello di comprensione, che leggere come si fa.
I kit hanno anche aspetti “meno positivi” rispetto alle RTR. Essendo più complessi ed essendoci tante regolazioni su cui agire, può diventare complicato capire come intervenire sul modello quando si presenta qualche anomalia. Quì subentra l’aiuto degli altri appassionati. Ed il tutto porta ad una crescita del modellista. Attenzione che spesso e volentieri nei kit mancano un po’ di cosette, tipo olii vari, gomme e carrozzeria (ed anche questi ultimi contano tantissimo in pista. Cambiando carrozzeria ad esempio cambia moltissimo).

Per montare un modello però servono gli attrezzi giusti. Quì il detto “chi più spende, meno spende” è azzecatissimo. Le chiavi a brugola fatti a “cacciavite” (e non i classici a “L” o a “T”) di ottima qualità seguono il modellista per diverso tempo, rendendo più veloci le riparazioni, rovinando meno le viti e limitando le incavolature. Costano, ma dopo averne provate tante negli anni, non tornerei mai e poi mai indietro. Anzi… Ci sono meccanici che li usano nelle loro officine al posto di quelli “professionali”.
Per impostare il setup occorrono gli attrezzi giusti, ma si può partire anche con un calibro e poco altro.
Altra cosa utile è il set-up book che l’x-ray ha rilasciato per la T3/T3, ma che è una buona lettura per tutti.
Altri attrezzi… direi almeno multimetro e materiale per saldare.

Cosa ci serve per pilotare la nostra RC? Un telecomando! A 2.4 GHz, visto che soffre meno delle interferenze dei “vecchi” analogici, anche se non sono immuni da interferenze nemmeno i 2.4. Quì tra stick e volantino bisogna dar seguito ai propri gusti. C’è da dire che le radio a volantino sono un po’ più complicate da usare all’inizio, ma c’è un assortimento più vasto rispetto alle radio a stick.
Valutate bene la radio, perchè è più facile cambiare un’ottima auto che un’ottima radio. Oltre a vedere quali caratteristiche ha la radio (consiglio… almeno l’EPA o, chiamati anche, finecorsa dovrebbero esserci). Valutate quanti modelli può gestire la radio e quanto costano le riceventi. Quando la “scimmia” sale è difficile fermarla. E collezionare telecomandi non è poi un hobby così economico. A livello di servi invece ce ne sono tanti… Troppi… Di solito le marche buone sono le solite. Meglio spendere qualcosina in più ed optare per un unico servo buono per x anni, pittosto che cambiarne 5 economici in 2 mesi. Poi la sfiga ci vede bene…

Ok… Macchina, radio, servi… La facciamo muovere??? Ed allora ci serve un motore elettrico (ultimamente si usano i brushless, poca manutenzione e tanta resa), il regolatore o ESC (che consente di far muovere il motore in base ai comandi che impartiamo) e, possibilmente, la program card, una schedina (o interfaccia per PC, dipende dai casi… Non sempre è necessaria. Ci sono anche altri modi per alcuni regolatori) che consente di variare alcuni parametri del regolatore e possono portare ad un cambiamento radicale del comportamento del motore. Da ricordare che il motore (e talvolta anche il regolatore) è da scegliere in base ai propri gusti, alla categoria in cui si gira, al proprio budget e, non ultimo, in base alla pista. Inoltre il motore va raffreddato (anche il regolatore) rapportato (scelta pignone e corona) in modo corretto. Un rapporto lungo farà andare più veloce l’auto, ma farà surriscaldare parecchio motore, regolatore e batterie. E non significa solo rovinare qualcosa, ma anche rischiare di buttare via alcuni componenti e, nei casi peggiori, l’intero modello (e non sto scherzando).
Normalmente in pista si usano motori dotati di sensori, questo perchè garantiscono una progressione migliore e perchè con i sensori ed il programma giusto caricato sul regolatore si possono fare dei “giochini carini” che aumentano (anche non di poco) le prestazioni a costo 0.
La “catena” parte dal motore, passa dall’ESC e finisce con la batteria. Ogni componente deve essere sovradimensionato rispetto al precedente, in modo da avere un po’ di margine.
Stimare i consumi non è facile. Diciamo che se, ad esempio un motore consuma 40A di corrente, meglio scegliere un regolatore da almeno 60A e delle batterie che possano fornire un centinaio di A.

Abbiamo parlato delle batterie??? Da qualche tempo si usano le batterie LiPo. Queste batterie sono in grado di fornire parecchia corrente (tutta quella richiesta dai brushless e che le “vecchie” NiMh non riescono a fornire) e tempi di ricarica brevi. Queste batterie vanno trattate con un certo riguardo (mai scaricate tutte, ma arrivando sempre ad una tensione di guardia, caricate e storate correttamente)… Magari una letturina a questo Fondamentali batterie lipo – RC Experience può aiutare…
Attenzione ai connettori che collegano le batterie al regolatore. Tanta corrente necessita dei connettori giusti (quindi, scordatevi i Tamiya).
Per caricare le LiPo è meglio affidarsi ad un caricabatterie buono. Possibilmente con bilanciatore integrato (o acquistando un bilanciatore esterno). Ce ne sono tantissime marche, tanti cloni del classico iMaxB6.
C’è da ricordarsi che un’elettrico in pista gira dai 7 ai 20 minuti, poi la batteria va ricaricata. Quindi, oltre ad avere un paio di batterie almeno, meglio un buon caricabatterie in grado di ricaricarle in fretta. Possibilmente che possa essere alimentato dalla 220V (sempre presente nei box delle piste per l’elettrico ed in altre piste) e dalla 12V.

Ed ora a voi… Qualche consiglio spiccio ve lo dato.

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