Carisma GT14

Parte 1

Eccomi quì a recensire la nuova arrivata…
Come al solito, tutte opinioni personali, niente di tassativo…
Da qualche tempo stavo pensando di prendermi una 1/10 elettrica, visto che nelle zone limitrofe a dove abito le piste dedicate allo scoppio stanno scemando.
Però mi è capitato di vedere nel pistino di zona (asfaltata, ma un pochino “piccola” anche con le 1/10) ed in una pistina in moquette (che purtroppo andrà a sparire) anche delle piccole macchinette… Piccole schegge in scala 1/14 ormai famose in America. Dopo un po’ di titubanza mi sono lasciato affascinare dallo scricciolo ed ho ceduto alla tentazione

La Carisma è una casa koreana (ma il modello è made in China) che produce una serie di modelli RC in scala 1/14.
Al momento ci sono disponibili le GT (come la mia), le rally (molto simile, un po’ come il revino e lo slashino… Lunghezza dei braccetti diversa) e le
Formula1. Di conseguenza penso proprio che gran parte delle considerazioni inerenti alla GT14 possano andare bene anche per la R14 (rally).

In questi giorni ho avuto modo di provarla, insieme ad altre Carisma GT ed F1

Il modello
Il modello è abbastanza economico, ma è una 1/10 da pista in piccolo, anche se la trasmissione è a cardano.
Ci sono 2 versioni sostanzialmente: le RTR e le ARR. In teoria ci sono le ARR MK2 e le ARR Pro, ma ultimamente ho visto solo le ARR Pro (che di seguito chiamerò genericamente ARR). la MK2 è una “RTR” senza elettronica e carrozzeria.
Le RTR, come dice la definizione, è completa di tutto (comprese batteria radio e batteria RC), mentre la ARR Pro fornisce solo il telaio full optional senza l’elettronica (motore, radio, servi, etc).
Entrambe le versioni vengono tra i 120 ed i 150 euro (dipende da dove la si compra).


Le differenze telaistiche sono:
– Telaio principale e superiore (carbonio la ARR e vetronite la RTR)
– Amortizzatori (metallo con ghiera di regolazione la ARR, in plastica con gli spessori la RTR)
– Differenziali (sfere regolabili la ARR, normali a 3 planetari la RTR)
– Supporto motore (completamente in metallo e più grosso la ARR, metallo e plastica la RTR)
– Omocinetici (giunto cvd la ARR, dogbone e bicchierini la RTR)
– Gomme (la ARR monta di serie le spugne, in lattice la RTR)
– Carrozzeria (Mazda 6 da verniciare la ARR, varie la RTR)
– Braccetti sospensioni (sulla ARR sono dotati di esagoni centrali per effettuare delle regolazioni più rapide)

Se ho visto giusto, ci sono 2 passi diversi. C’è anche la versione Mini Cooper, che dovrebbe essere una passo corto.
Tutte le Carisma GT14 consentono di regolare praticamente tutte le geometrie come sulle RC più grandi. In parte con i pezzi di serie o che vengono forniti come ricambio con la RC (ad esempio per regolare la convergenza posteriore). L’unica regolazione che non è possibile fare è il downstop. L’unico modo per regolare anche il downstop è sostituire il telaio originle con quello prodotto da Exotec, che costicchia un po’ (una 80ina di euro), modificando i braccetti, forandoli per far passare le brugole.
Le plastiche sono un pelino morbide in alcuni punti, anche se alla fine risulta pittosto robusta. La cosa che mi è piaciuta di meno è che il gruppo castello differenziali e i braccetti sono fissati ad incastro e con diversi pezzi piccoli che, secondo me, era possibile integrare in altri, o fissarne qualcuno con una vitina o due…
Altra cosa un po’ anomala è il gruppo sterzo. E’ montato completamente su boccole, complessivamente 10, sia per la RTR che la ARR Pro. Disponibili come optional ci sono i cuscinetti da sostituire alle boccole, ma (e quì è la parte anomala) la confezione comprende solo 6 cuscinetti, costringendo l’acquisto di 2 confezioni per cuscinettare tutto lo sterzo. Anche se non costano molto, è una cosa da tenere in considerazione.
Le gomme della Carisma sono un po’ particolari. I cuscinetti dei mozzi non lavorano direttamente sui bicchierini e non ci sono trascinatori. La gomma si monta direttamente sul bicchierino che, nella parte interna prima della filettatura è TRIANGOLARE, mentre la parte interna del cuscinetto lavora sulla parte esterna del perno del cerchio.

Di gomme ci sono varie mescole sia in lattice che in spugna, fornite già incollate (e, per le lattice, con anche il riempimento). Per le gomme in spugna abbiamo due tipologie diverse, per asfalto o per moquette (ma non saprei dire la differenza).
Gli ammortizzatori contengono già l’olio, ma, personalmente, ho preferito (seguendo anche il consiglio di un’altro appassionato) di mettere un 450 e di usare il teflon per chiudere i tappi. Alcuni consigliano di tagliare le molle degli a ammortizzatori posteriori, ma al momento non mi hanno dato problemi. Alcuni cambiano tutto l’ammo, altri solo le molle (mi sembra che quelli dell’SC18 possano andare bene). Altri lasciano di serie…
La trasmissione è completamente in metallo e dotata di frizione parastrappi, regolabile tramite la chiavetta in dotazione. La corona è sostituibile (56 e 58 denti), si trova a ridosso della frizione ed è una comune modulo 48. Un po’ “tenera”… Sarebbe meglio averne qualcuna di scorta, anche se ci vuole un po’ per cambiarla…

Continuando a parlare della trasmissione, mancano i differenziali. Sulla RTR sono dei semplici differenziali con 3 planetari a denti dritti. I planetari sono fissati nella parte centrale, mentre il tutto è a sandwitch tra 2 “tappi”, ma senza guarnizioni a fare la tenuta. Nel differenziale vi è un po’ di grasso bianco, ma ho preferito inserire grasso al silicone di densità 100.000, sigillando il differenziale con pasta rossa. Purtroppo un punto debole sono proprio i bicchierini in uscita dal differenziale che tendono a smangiarsi con l’uso. E non sono venduti a parte, ma bisogna ricomprare tutto il differenziale. Tra le tante modifiche che si possono fare, la più “quotata” è allargare il vano del bicchierino con una lima e, fissare sulla spinetta dell’assale un “mezzo disco” in plastica che faccia da “cuscinetto” tra gli elementi. Un sistema visto spesso sulle 1/8 da off.
La ARR Pro invece monta i differenziali a sfera regolabili sia all’anteriore che al posteriore. L’efficacia di tali differenziali migliora in maniera marcata sostituendo le sfere (da 3mm) originali con sfere in carbide, come quelle della JAAD. Qualcuno dice di sostituire anche il reggispinta con quello in carbide, ma non l’ho ancora trovato in commercio…
Tra gli optional troviamo anche lo scatto libero.
Smontando i differenziali si vede come la RC sia predisposta per le barre antirollio, anche se al momento non sono disponibili informazioni sulla reperibilità di tali optional.

Tra le tante carrozzerie disponibili per la piccolina abbiamo la Mazda 6 della ARR, che è ottima in gara. Invece tra le carrozzerie già verniciate, abbiamo una discreta scelta: Mercedes SLR, Mini Cooper JCW, Audi A4 DTM, Ferrari F430 GT2, Porsche 997 GT3, Mercedes classe C DTM, Nissan GT-R, BMW M3 ed altre.





Elettronica

La radio di scatola è una classica radio a volantino in 2.4 GHz opera in FHSS. Un po’ plasticosa e giocattolosa, per i miei gusti, e molto leggera. Come tutte le radio delle RTR sembra un giocattolo. Personalmente avrei preferito un’escursione minore sia del grilletto che del volantino, com una maggiore resistenza. La radio funziona con 4 pile stilo (comprese), ha l’antenna ripiegabile e rotante di quasi 360°. Sinceramente l’avrei fatta ripiegare in avanti, ma invece proprio la parte anteriore è la zona morta della rotazione. Sulla radio ci sono solo 2 led, uno verde ed uno rosso che indicano sia l’accensione che la carica delle batterie. Accanto al bolantino troviamo 2 trimmer per il centraggio dello sterzo e dell’acceleratore (se si vuole usare la radio su una scoppio…), mentre nella parte superiore abbiamo 4 trimmerini (utilizzabili solo tramite un cacciavitino a taglio) per regolare l’escursione max (sia positiva che negativa) per entrambi i canali, il reverse degli stessi ed infine un trimmer per regolare la sterzata massima (agendo contemporaneamente sulla sterzata a destra e sinistra).


La ricevente è una classica 2 canali, ma ha un’antenna insolitamente lunga (come una ricevente a 40 MHz) per una 2.4 GHz. E’ fissata col biadesivo sul lato sinistro, insieme al servo dello sterzo ed all’ESC. Il servo dello sterzo è un microservo, con millerighe di tipo Futaba. E’ ancorato al telaio tramite 2 supporti in plastica a “L”. Tra le parti in plastica “extra” fornite con la RC ci sono anche gli attacchi del millerighe per i servi Hitec (ed un’altra marca), oltre dei supporti per montare i servi mini (da 30mm) standard. Purtroppo bisogna avere un po’ di inventiva per fissare il servo al telaio originale (RTR o ARR che sia), in quanto mancano sempre 4 o 5 m in larghezza. Di consequenza bisogna avere un po’ di pazienza e manualità per trovare il modo di fissare il tutto. Sul telaio Exotek il problema non si pone, in quanto è già predisposto per accogliere i servi da 30mm fissati con supporti allo stesso.
L’ESC di serie consente di usare sia le NiMH (quelle di serie sono da 7.2V e 1100 mAh) sia di impostare il cut-off per le LiPo.
Il motore di scatola è un classe 370 (24mm di diametro) a spazzole, con alberino da 2mm. Di serie viene fornito il pignone da 10 denti ed un dissipatore di calore, ma come optional ci sono anche i pignoni da 14 e 16 denti. Ed anche regolatore e motore brushless da 4500KV. Personalmente ho montato subito un kit Hobbywing con regolatore da 25A, motore per 1/18 (da 20mm) da 7900KV e LiPo 2s (inutile andare oltre) 35C. Già così il modello è un piccolo missile terra-terra.
Le lipette fanno un po’ fatica a stare sotto al blocco, ma basta piegare un poco il fermo.

In pista
Al momento ho fatto solo un paio di prove. Logicamente, essendo una 1/14, si trova a suo agio in pistine strette, dove le 1/10 fanno un po’ fatica a barcamenarsi, ma anche sulle piste più ampie sa esprimersi bene.
Alla prima uscita su asfalto ho apportato come prima modifica l’abbassamento del retrotreno. La convergenza un po’ troppo accentuata al retrotreno, il rapporto di serie corto (10 denti appunto) faceva sì che, spalancando di colpo. l’auto tenda al sovrasterzo. Un piccoloaiuto a tal proposito ci arriva dal telecomando, limitando l’escursione massima dello sterzo. Usando le gomme in lattice bisogna girare un po’ perchè le gomme si scaldino ed offrano il massimo della tenuta. Montando le spugnette (ricordandosi di rispettare l’anteriore ed il posteriore) la situazione migliora drasticamente ed il brushless lancia il modello sui rettilinei proprio come una piccola pistaiola. In bagarre con altri 5 o 6 modelli poi… Il divertimento è assicurato.
Oggi invece sono andato sulla pista in moquette. Diminuendo leggermente la convergenza posteriore insieme al pignone da 14 denti la tendenza al sovrasterzo diminuisce. Una leggera chiusura della campanatura posteriore ed insieme alle gomme in spugna la piccola danza tra le curve ed è molto divertente e rimane anche molto precisa senza sbandate. La bassa altezza da terra contribuisce a conferire stabilità, ma il modello tende a diventare un “tosamoquette”. Ma un po’ d’aria compressa risolve tutto.

In pista – Parte 2

Da qualche tempo sono entrato nel gruppo della pista “ON” dietro il Palapenz dove, tra l’altro, ci sono diverti piloti “carismati”. Tutti con la ARR (qundi la RTR ha avuto un po’ di difficoltà). Motori più quotati: hobbywing o speed passion classe 2030 7400-7800kv. Ma ho visto anche uno o due Novak Mongoose… Bella bestiolina, ma troppo cara in Italia per i miei gusti…
Essendo una new entry e non essendo per niente pratico della pista (non solo quella di Chiasso…) mi sono avventurato tra gli altri modellisti, facendomi da parte quando i più veloci si avvicinavano troppo (soprattutto
con modelli di scale superiori…).
Dalla prima stesura della recensione ho acquistato anche la ARR (su cui ho montato il regolatore, motore e poi radio nuova che avevo sulla RTR), per cui ho fatto un confronto indiretto, avendole provate in tempi diversi e con condizioni atmosferiche diverse.

RTR
– Radio di serie, sostituita poi con una Futaba che usavo sul revino
– Servo dello sterzo di serie
– Regolatore Hobbywing 25A
– Motore Hobbywing 2030 7800KV
– LiPo 2s 1800 mAh 25c
– Pignone 14 e 10
– Corona 56 e 58
– Ammo con molle di serie e olio 450
– Differenziale anteriore con olio 50.000 e posteriore 1.000
– Sterzo completamente cuscinettato
– Gomme di serie in lattice ed in spugna (da esterno) shore 45
– Frizione parastrappi tirata al max

ARR
– Radio Futaba T3PM, RX Futaba 603FS
– Servo dello sterzo Hitec HS82MG senza salvaservo
– Regolatore Hobbywing 25A
– Motore Hobbywing 2030 7800KV
– LiPo 2s 1800 mAh 25c
– Pignone 14
– Corona 58
– Ammo di serie
– Differenziale anteriore con sfere JAAD in ceramica regolato quasi a palo rigido
– Differenziale posteriore con sfere JAAD in ceramica regolato morbido, giusto giusto perchè funzioni
– Sterzo completamente cuscinettato
– Gomme in spugna di serie (credo per asfalto, non per moquette)
– Frizione parastrappi tirata al max

Nei primi giri, piano piano per prendere confidenza con macchina, radio e pista,la RTR sembra comportarsi bene, ma quando si inizia a fare sul serio ci si accorge di un grosso, anzi grossissimo, sovrasterzo in uscita di curva.
Nelle curve strette (tipo i tornanti) è difficile non andare in testacoda. Limitare l’escursione del servo dello sterzo (possibile anche tramite la radio di serie) ed eliminare l’alettone posteriore della SLR aiuta solo
parzialmente. Altre regolazioni provate sono state il rallentamento del servo (possibile solo con le radio di un certo livello) e la modifica (tramite program card) dell’erogazione del motore, che hanno contribuito ad addolcire il comportamento del modello in uscita di curva, ma la preponderanza del posteriore si fa sentire. Manca da provare
un deciso indurimento del differenziale anteriore tramite olio molto denso (pensavo almeno 500.000) o la trasformazione dello stesso in palo rigido, per dare all’avantreno la necessaria trazione in uscita di curva.
La piccola si comporta molto bene (considerando i problemi di cui sopra) nel misto, con un buon inserimento quando la si butta nella curva ed una buona reattività ai comandi nei cambi di direzione, meglio di tanti altri modelli di scala superiore.
Quando si lancia la RC fuori dalle curve la piccola esce con decisione scaricando a terra la potenza del piccolo brushless (che è meglio raffreddare con un dissipatore) ed una eventuale presa d’aria dinamica. Con il kit BL che ho usato nelle prove, la frenata risulta potente ma comunque modulabile, in grado di fermare il modello senza
problemi. Tra le rapportature provate, la 14/56 si è rivelata quella che mi ha dato più soddisfazione, mentre la 10/56 di serie è un po’ troppo corta per questi motori, mentre potrebbe essere idonea per gli spazzolati di serie.
Oggi invece ho sperimentato la ARR, praticamente di serie, con solo i cuscinetti allo sterzo e le sfere JAAD come optional. Appena messa in pista ho notato subito un miglioramento in curva, ma un drastico peggioramento nelle prestazioni in accelerazione. Rientrato ai box ho smontato la posteriore destra (se ben ricordo) ed ho stretto un poco la brugolina per indurire un poco il differenziale posteriore, oltre a stringere la frizione parastrappi che avevo lasciata un po’ morbida.
La macchina è diventata molto più cattiva in uscita e con più trazione, ma mancava ancora qualcosa. Altra fermata ai box e con la program card ho impostato l’erogazione su parametri più aggressivi.
Di nuovo in pista e stavolta la piccolina si dimostra davvero straordiaria per il modello che è. Danza tranquillamente tra le curve, senza accennare un minimo di sovrasterzo. Si sente distintamente il suono delle gomme
che mordono l’asfalto in uscita di curva, mentre il modello si raddrizza e viene catapultato sui rettilinei.
Toccata di freno e di nuovo un colpo di sterzo per buttare il muso dentro la curva. Il connubio tra modello,
carrozzeria (molto importante anche questa) ed elettronica (il nuovo servo è più veloce e potente di quello di serie) rendono la RC reattiva ai comandi, senza minimamente scomporsi. Sembra di vedere proprio le classiche 1/10, a cui questa piccola si ispira.

Che dire …. La ARR sembra un modello completamente diverso dalla RTR sull’asfalto proprio grazie ai differenziali regolabili, mentre adatta la RTR è un pochino più laborioso.
La piccolina è davvero divertente per girare tra amici, soprattutto nei pistini piccoli sia indoor che outdoor.
Ed il divertimento, quando si è con altri piloti, è assicurato, a patto di avere carrozzerie ben distinguibili a distanza. A causa delle piccole dimensioni e delle carrozzerie tutte uguali, non è difficile confondersi quando si è in bagarre.

Piccolo aggiornamento (mi sembra doveroso)

Al momento in cui scrivo la GT14 ARR è difficile da trovare perchè a gennaio esce la GT14 MK2 ARR con un po’ di cosine interessanti. Diciamo che chi ha la ARR con telaio e supporti ammo exotek sentirà meno la necessità di cambiare modello (ed adesso mi spiego anche perchè sia difficile trovare questo telaio al momento), in quanto i benefit di questo telaio sono integrati nella MK2.
Cambia lo sterzo, i telai inferiore e superiore, le sospensioni (di poco) ed un po’ di altre cosucce.

 

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