[Recensione-Caricabatterie] Turnigy MEGA 300W 8S DUAL

Ecco ragazzi, questo è il mio caricabatterie che ho ordinato da hobbyking per 70€.

CONTENUTO DELLA SCATOLA:

x1 Basetta bilanciamento JST-XH
x1 Coppia cavetti coccodrillo
x1 Connettore tipo Tamya
x1 Connettore tipo Futaba per rx
x1 Coppia di morsetti per batterie
x1 Coppia di cavi da saldare a scelta

SPECIFICHE TECNICHE:

Potenza di carica: 2 x 150W (300w Totali)
Voltaggio input: 11~18v DC
Corrente di carica massima: 0.1~7.0A
Corrente di scarica: 0.1~5.0A
Potenza di scarica: 2x50watt
Corrente di bilanciamento: 200mAh/cella
Li-XX : 1~8s
Ni-XX: 1~27cells
Voltaggio batterie al piombo: 2~36v
Salvataggio dati batterie : 10
Raffreddamento: Dual Fan
Peso: 903g
Dimensioni : 188x136x58.5mm

Come software ha lo stesso dell’imax b6/b8

FUNZIONI:
Carica
Scarica
Bilanciamento
Storage (o stoccaggio).

Può caricare 8 celle fino a 5.1A (Le 4 celle le carica tranquillamente a 7A)

Il voltaggio nel secondo schermetto non è venuto perchè appariva e scompariva

Questi sono lati del Caricabatterie

Ci sono due belle ventoline che raffreddano il dissipatore interno, che è davvero molto grande e performante

Sono presenti le porte per i sensori per la temperatura che a parer mio sono inutili….

Si può benissimo alimentarlo con un alimentatore per pc MODIFICATO oppure una batteria per auto.

MENU DI CARICA/BILANCIAMENTO/STORAGE:

Quando abbiamo il cavetto di bilanciamento attaccato c’è l’opzione, nella fase di carica/bilanciamento/storage, per vedere il voltaggio di ogni singola cella.

Tutte perfette

Li4s, è il tipo di batteria che si sta utilizzando.
STO, sta per storage.
1.3A, sono gli ampere che mancano alla fine del processo.
15.20V, è il voltaggio della batteria.
2:45, è il tempo trascorso.

Il 63 non ne ho idea di cosa sia, se qualcuno lo sa non se lo tenga per se

Il voltaggio che raggiungerà la batteria alla fine del processo.

Il timer di sicurezza

Il cut-off della temperatura, cioè quando arriva ad 80°C nel mio caso si arresta.

Temperatura interna del caricabatterie e del sensore della temperatura esterno.

In fine il voltaggio in input in tempo reale.

CONSIDERAZIONI E PARERI PERSONALI:

Sono molto soddisfatto di questo acquisto, è un ottimo prodotto ed è anche comodo, poco ingombrante e leggero se se lo si vuole portare in pista.
Ottimo rapporto qualità prezzo.
Credo che acquistero una basetta per il bilanciamento 4Sx2 e con l’ausilio di un cavetto ad Y carico e bilancio 2 batterie 4S in serie

Spero la recensione vi tornerà utile

Ryuk72

Lista conversioni

Vorrei riunire in un unica lista tutti i modelli convertibili in elettrico, magari suddividendo la lista in:
-modello
- produttore conversione (magari mettiamo in lista il migliore kit conversione qualità /prezzo)
- eventuale link produttore o negozioesempio
Xray 808 —-> kit conversione RCMonster (Electric Conversion Kit – XRay 808 Buggy, RC Monster Products)
penso che questa lista potrebbe aiutare i tanti scoppietari che ultimamente stanno convertendo in elettrico a trovare il kit che fa per loro, o per vedere se un modello che si sta comprando è predisposto per conversione e in seguito convertirlo 
inizio io, con alcuni kit che conosco… aggiornerò la lista ogni volta che scriverete, in modo da avere una lista unica 1/8 Buggy/Rally (con telaio derivante buggy)
Xray XB9 —–> serve:
- 808 motor mount
- losi 8ight battery tray
- mugen eco radio box/ servo mount
fonte XRAY XB9 E-Conversion Thread – R/C Tech Forums
Xray 808 —-> kit conversione RCMonster (Electric Conversion Kit – XRay 808 Buggy, RC Monster Products)
Losi 8 2.0 / 2.0T —–> kit conversione Losi (Team Losi conversione Losi 8ight da nitro a elettrico)
Associated RC8.2 / RC8T —–> kit conversione Associated (Modellismo Fioroni)
Kyosho Inferno MP 7.5/ Inferno GT2 ——> kit conversion RCMonster Electric conversion Kit – Inferno Gt2, RC Monster Products
Electric conversion Kit - Inferno Gt2
Brushless Conversion Kit - Mugen MBX6 BUGGY
Mugen MBX5 ——–> pezzi Caster EX-1 (telaio, portalipo, supporto lipo, box radio, piastra radio)
Team Magic B8RS ——-> conversione K-factory KF B8 Kit conversione elettrico Brushless
LRP S8BX ——> Kit conversione LRP http://www.gbracingmodel.it/dettagli…8&categoria=83

Kyosho MP9 —–> kit conversione Kyosho (però bello costoso) Kyosho MP9 – KIT TRASFORMAZIONE BRUSHLESS IFW451 – Farma Modellismo
1/8 Monster Truck
Losi LST2 ——> kit conversione Losi Losi: LST Electric Conversion Kit: Losi (LOSB0017)

Chassis Callouts

La lista verrà aggiornata se trovo altre conversioni o se me le proponete altre ;)

Carisma GT14

Parte 1

Eccomi quì a recensire la nuova arrivata…
Come al solito, tutte opinioni personali, niente di tassativo…
Da qualche tempo stavo pensando di prendermi una 1/10 elettrica, visto che nelle zone limitrofe a dove abito le piste dedicate allo scoppio stanno scemando.
Però mi è capitato di vedere nel pistino di zona (asfaltata, ma un pochino “piccola” anche con le 1/10) ed in una pistina in moquette (che purtroppo andrà a sparire) anche delle piccole macchinette… Piccole schegge in scala 1/14 ormai famose in America. Dopo un po’ di titubanza mi sono lasciato affascinare dallo scricciolo ed ho ceduto alla tentazione

La Carisma è una casa koreana (ma il modello è made in China) che produce una serie di modelli RC in scala 1/14.
Al momento ci sono disponibili le GT (come la mia), le rally (molto simile, un po’ come il revino e lo slashino… Lunghezza dei braccetti diversa) e le
Formula1. Di conseguenza penso proprio che gran parte delle considerazioni inerenti alla GT14 possano andare bene anche per la R14 (rally).

In questi giorni ho avuto modo di provarla, insieme ad altre Carisma GT ed F1

Il modello
Il modello è abbastanza economico, ma è una 1/10 da pista in piccolo, anche se la trasmissione è a cardano.
Ci sono 2 versioni sostanzialmente: le RTR e le ARR. In teoria ci sono le ARR MK2 e le ARR Pro, ma ultimamente ho visto solo le ARR Pro (che di seguito chiamerò genericamente ARR). la MK2 è una “RTR” senza elettronica e carrozzeria.
Le RTR, come dice la definizione, è completa di tutto (comprese batteria radio e batteria RC), mentre la ARR Pro fornisce solo il telaio full optional senza l’elettronica (motore, radio, servi, etc).
Entrambe le versioni vengono tra i 120 ed i 150 euro (dipende da dove la si compra).


Le differenze telaistiche sono:
- Telaio principale e superiore (carbonio la ARR e vetronite la RTR)
- Amortizzatori (metallo con ghiera di regolazione la ARR, in plastica con gli spessori la RTR)
- Differenziali (sfere regolabili la ARR, normali a 3 planetari la RTR)
- Supporto motore (completamente in metallo e più grosso la ARR, metallo e plastica la RTR)
- Omocinetici (giunto cvd la ARR, dogbone e bicchierini la RTR)
- Gomme (la ARR monta di serie le spugne, in lattice la RTR)
- Carrozzeria (Mazda 6 da verniciare la ARR, varie la RTR)
- Braccetti sospensioni (sulla ARR sono dotati di esagoni centrali per effettuare delle regolazioni più rapide)

Se ho visto giusto, ci sono 2 passi diversi. C’è anche la versione Mini Cooper, che dovrebbe essere una passo corto.
Tutte le Carisma GT14 consentono di regolare praticamente tutte le geometrie come sulle RC più grandi. In parte con i pezzi di serie o che vengono forniti come ricambio con la RC (ad esempio per regolare la convergenza posteriore). L’unica regolazione che non è possibile fare è il downstop. L’unico modo per regolare anche il downstop è sostituire il telaio originle con quello prodotto da Exotec, che costicchia un po’ (una 80ina di euro), modificando i braccetti, forandoli per far passare le brugole.
Le plastiche sono un pelino morbide in alcuni punti, anche se alla fine risulta pittosto robusta. La cosa che mi è piaciuta di meno è che il gruppo castello differenziali e i braccetti sono fissati ad incastro e con diversi pezzi piccoli che, secondo me, era possibile integrare in altri, o fissarne qualcuno con una vitina o due…
Altra cosa un po’ anomala è il gruppo sterzo. E’ montato completamente su boccole, complessivamente 10, sia per la RTR che la ARR Pro. Disponibili come optional ci sono i cuscinetti da sostituire alle boccole, ma (e quì è la parte anomala) la confezione comprende solo 6 cuscinetti, costringendo l’acquisto di 2 confezioni per cuscinettare tutto lo sterzo. Anche se non costano molto, è una cosa da tenere in considerazione.
Le gomme della Carisma sono un po’ particolari. I cuscinetti dei mozzi non lavorano direttamente sui bicchierini e non ci sono trascinatori. La gomma si monta direttamente sul bicchierino che, nella parte interna prima della filettatura è TRIANGOLARE, mentre la parte interna del cuscinetto lavora sulla parte esterna del perno del cerchio.

Di gomme ci sono varie mescole sia in lattice che in spugna, fornite già incollate (e, per le lattice, con anche il riempimento). Per le gomme in spugna abbiamo due tipologie diverse, per asfalto o per moquette (ma non saprei dire la differenza).
Gli ammortizzatori contengono già l’olio, ma, personalmente, ho preferito (seguendo anche il consiglio di un’altro appassionato) di mettere un 450 e di usare il teflon per chiudere i tappi. Alcuni consigliano di tagliare le molle degli a ammortizzatori posteriori, ma al momento non mi hanno dato problemi. Alcuni cambiano tutto l’ammo, altri solo le molle (mi sembra che quelli dell’SC18 possano andare bene). Altri lasciano di serie…
La trasmissione è completamente in metallo e dotata di frizione parastrappi, regolabile tramite la chiavetta in dotazione. La corona è sostituibile (56 e 58 denti), si trova a ridosso della frizione ed è una comune modulo 48. Un po’ “tenera”… Sarebbe meglio averne qualcuna di scorta, anche se ci vuole un po’ per cambiarla…

Continuando a parlare della trasmissione, mancano i differenziali. Sulla RTR sono dei semplici differenziali con 3 planetari a denti dritti. I planetari sono fissati nella parte centrale, mentre il tutto è a sandwitch tra 2 “tappi”, ma senza guarnizioni a fare la tenuta. Nel differenziale vi è un po’ di grasso bianco, ma ho preferito inserire grasso al silicone di densità 100.000, sigillando il differenziale con pasta rossa. Purtroppo un punto debole sono proprio i bicchierini in uscita dal differenziale che tendono a smangiarsi con l’uso. E non sono venduti a parte, ma bisogna ricomprare tutto il differenziale. Tra le tante modifiche che si possono fare, la più “quotata” è allargare il vano del bicchierino con una lima e, fissare sulla spinetta dell’assale un “mezzo disco” in plastica che faccia da “cuscinetto” tra gli elementi. Un sistema visto spesso sulle 1/8 da off.
La ARR Pro invece monta i differenziali a sfera regolabili sia all’anteriore che al posteriore. L’efficacia di tali differenziali migliora in maniera marcata sostituendo le sfere (da 3mm) originali con sfere in carbide, come quelle della JAAD. Qualcuno dice di sostituire anche il reggispinta con quello in carbide, ma non l’ho ancora trovato in commercio…
Tra gli optional troviamo anche lo scatto libero.
Smontando i differenziali si vede come la RC sia predisposta per le barre antirollio, anche se al momento non sono disponibili informazioni sulla reperibilità di tali optional.

Tra le tante carrozzerie disponibili per la piccolina abbiamo la Mazda 6 della ARR, che è ottima in gara. Invece tra le carrozzerie già verniciate, abbiamo una discreta scelta: Mercedes SLR, Mini Cooper JCW, Audi A4 DTM, Ferrari F430 GT2, Porsche 997 GT3, Mercedes classe C DTM, Nissan GT-R, BMW M3 ed altre.





Elettronica

La radio di scatola è una classica radio a volantino in 2.4 GHz opera in FHSS. Un po’ plasticosa e giocattolosa, per i miei gusti, e molto leggera. Come tutte le radio delle RTR sembra un giocattolo. Personalmente avrei preferito un’escursione minore sia del grilletto che del volantino, com una maggiore resistenza. La radio funziona con 4 pile stilo (comprese), ha l’antenna ripiegabile e rotante di quasi 360°. Sinceramente l’avrei fatta ripiegare in avanti, ma invece proprio la parte anteriore è la zona morta della rotazione. Sulla radio ci sono solo 2 led, uno verde ed uno rosso che indicano sia l’accensione che la carica delle batterie. Accanto al bolantino troviamo 2 trimmer per il centraggio dello sterzo e dell’acceleratore (se si vuole usare la radio su una scoppio…), mentre nella parte superiore abbiamo 4 trimmerini (utilizzabili solo tramite un cacciavitino a taglio) per regolare l’escursione max (sia positiva che negativa) per entrambi i canali, il reverse degli stessi ed infine un trimmer per regolare la sterzata massima (agendo contemporaneamente sulla sterzata a destra e sinistra).


La ricevente è una classica 2 canali, ma ha un’antenna insolitamente lunga (come una ricevente a 40 MHz) per una 2.4 GHz. E’ fissata col biadesivo sul lato sinistro, insieme al servo dello sterzo ed all’ESC. Il servo dello sterzo è un microservo, con millerighe di tipo Futaba. E’ ancorato al telaio tramite 2 supporti in plastica a “L”. Tra le parti in plastica “extra” fornite con la RC ci sono anche gli attacchi del millerighe per i servi Hitec (ed un’altra marca), oltre dei supporti per montare i servi mini (da 30mm) standard. Purtroppo bisogna avere un po’ di inventiva per fissare il servo al telaio originale (RTR o ARR che sia), in quanto mancano sempre 4 o 5 m in larghezza. Di consequenza bisogna avere un po’ di pazienza e manualità per trovare il modo di fissare il tutto. Sul telaio Exotek il problema non si pone, in quanto è già predisposto per accogliere i servi da 30mm fissati con supporti allo stesso.
L’ESC di serie consente di usare sia le NiMH (quelle di serie sono da 7.2V e 1100 mAh) sia di impostare il cut-off per le LiPo.
Il motore di scatola è un classe 370 (24mm di diametro) a spazzole, con alberino da 2mm. Di serie viene fornito il pignone da 10 denti ed un dissipatore di calore, ma come optional ci sono anche i pignoni da 14 e 16 denti. Ed anche regolatore e motore brushless da 4500KV. Personalmente ho montato subito un kit Hobbywing con regolatore da 25A, motore per 1/18 (da 20mm) da 7900KV e LiPo 2s (inutile andare oltre) 35C. Già così il modello è un piccolo missile terra-terra.
Le lipette fanno un po’ fatica a stare sotto al blocco, ma basta piegare un poco il fermo.

In pista
Al momento ho fatto solo un paio di prove. Logicamente, essendo una 1/14, si trova a suo agio in pistine strette, dove le 1/10 fanno un po’ fatica a barcamenarsi, ma anche sulle piste più ampie sa esprimersi bene.
Alla prima uscita su asfalto ho apportato come prima modifica l’abbassamento del retrotreno. La convergenza un po’ troppo accentuata al retrotreno, il rapporto di serie corto (10 denti appunto) faceva sì che, spalancando di colpo. l’auto tenda al sovrasterzo. Un piccoloaiuto a tal proposito ci arriva dal telecomando, limitando l’escursione massima dello sterzo. Usando le gomme in lattice bisogna girare un po’ perchè le gomme si scaldino ed offrano il massimo della tenuta. Montando le spugnette (ricordandosi di rispettare l’anteriore ed il posteriore) la situazione migliora drasticamente ed il brushless lancia il modello sui rettilinei proprio come una piccola pistaiola. In bagarre con altri 5 o 6 modelli poi… Il divertimento è assicurato.
Oggi invece sono andato sulla pista in moquette. Diminuendo leggermente la convergenza posteriore insieme al pignone da 14 denti la tendenza al sovrasterzo diminuisce. Una leggera chiusura della campanatura posteriore ed insieme alle gomme in spugna la piccola danza tra le curve ed è molto divertente e rimane anche molto precisa senza sbandate. La bassa altezza da terra contribuisce a conferire stabilità, ma il modello tende a diventare un “tosamoquette”. Ma un po’ d’aria compressa risolve tutto.

In pista – Parte 2

Da qualche tempo sono entrato nel gruppo della pista “ON” dietro il Palapenz dove, tra l’altro, ci sono diverti piloti “carismati”. Tutti con la ARR (qundi la RTR ha avuto un po’ di difficoltà). Motori più quotati: hobbywing o speed passion classe 2030 7400-7800kv. Ma ho visto anche uno o due Novak Mongoose… Bella bestiolina, ma troppo cara in Italia per i miei gusti…
Essendo una new entry e non essendo per niente pratico della pista (non solo quella di Chiasso…) mi sono avventurato tra gli altri modellisti, facendomi da parte quando i più veloci si avvicinavano troppo (soprattutto
con modelli di scale superiori…).
Dalla prima stesura della recensione ho acquistato anche la ARR (su cui ho montato il regolatore, motore e poi radio nuova che avevo sulla RTR), per cui ho fatto un confronto indiretto, avendole provate in tempi diversi e con condizioni atmosferiche diverse.

RTR
- Radio di serie, sostituita poi con una Futaba che usavo sul revino
- Servo dello sterzo di serie
- Regolatore Hobbywing 25A
- Motore Hobbywing 2030 7800KV
- LiPo 2s 1800 mAh 25c
- Pignone 14 e 10
- Corona 56 e 58
- Ammo con molle di serie e olio 450
- Differenziale anteriore con olio 50.000 e posteriore 1.000
- Sterzo completamente cuscinettato
- Gomme di serie in lattice ed in spugna (da esterno) shore 45
- Frizione parastrappi tirata al max

ARR
- Radio Futaba T3PM, RX Futaba 603FS
- Servo dello sterzo Hitec HS82MG senza salvaservo
- Regolatore Hobbywing 25A
- Motore Hobbywing 2030 7800KV
- LiPo 2s 1800 mAh 25c
- Pignone 14
- Corona 58
- Ammo di serie
- Differenziale anteriore con sfere JAAD in ceramica regolato quasi a palo rigido
- Differenziale posteriore con sfere JAAD in ceramica regolato morbido, giusto giusto perchè funzioni
- Sterzo completamente cuscinettato
- Gomme in spugna di serie (credo per asfalto, non per moquette)
- Frizione parastrappi tirata al max

Nei primi giri, piano piano per prendere confidenza con macchina, radio e pista,la RTR sembra comportarsi bene, ma quando si inizia a fare sul serio ci si accorge di un grosso, anzi grossissimo, sovrasterzo in uscita di curva.
Nelle curve strette (tipo i tornanti) è difficile non andare in testacoda. Limitare l’escursione del servo dello sterzo (possibile anche tramite la radio di serie) ed eliminare l’alettone posteriore della SLR aiuta solo
parzialmente. Altre regolazioni provate sono state il rallentamento del servo (possibile solo con le radio di un certo livello) e la modifica (tramite program card) dell’erogazione del motore, che hanno contribuito ad addolcire il comportamento del modello in uscita di curva, ma la preponderanza del posteriore si fa sentire. Manca da provare
un deciso indurimento del differenziale anteriore tramite olio molto denso (pensavo almeno 500.000) o la trasformazione dello stesso in palo rigido, per dare all’avantreno la necessaria trazione in uscita di curva.
La piccola si comporta molto bene (considerando i problemi di cui sopra) nel misto, con un buon inserimento quando la si butta nella curva ed una buona reattività ai comandi nei cambi di direzione, meglio di tanti altri modelli di scala superiore.
Quando si lancia la RC fuori dalle curve la piccola esce con decisione scaricando a terra la potenza del piccolo brushless (che è meglio raffreddare con un dissipatore) ed una eventuale presa d’aria dinamica. Con il kit BL che ho usato nelle prove, la frenata risulta potente ma comunque modulabile, in grado di fermare il modello senza
problemi. Tra le rapportature provate, la 14/56 si è rivelata quella che mi ha dato più soddisfazione, mentre la 10/56 di serie è un po’ troppo corta per questi motori, mentre potrebbe essere idonea per gli spazzolati di serie.
Oggi invece ho sperimentato la ARR, praticamente di serie, con solo i cuscinetti allo sterzo e le sfere JAAD come optional. Appena messa in pista ho notato subito un miglioramento in curva, ma un drastico peggioramento nelle prestazioni in accelerazione. Rientrato ai box ho smontato la posteriore destra (se ben ricordo) ed ho stretto un poco la brugolina per indurire un poco il differenziale posteriore, oltre a stringere la frizione parastrappi che avevo lasciata un po’ morbida.
La macchina è diventata molto più cattiva in uscita e con più trazione, ma mancava ancora qualcosa. Altra fermata ai box e con la program card ho impostato l’erogazione su parametri più aggressivi.
Di nuovo in pista e stavolta la piccolina si dimostra davvero straordiaria per il modello che è. Danza tranquillamente tra le curve, senza accennare un minimo di sovrasterzo. Si sente distintamente il suono delle gomme
che mordono l’asfalto in uscita di curva, mentre il modello si raddrizza e viene catapultato sui rettilinei.
Toccata di freno e di nuovo un colpo di sterzo per buttare il muso dentro la curva. Il connubio tra modello,
carrozzeria (molto importante anche questa) ed elettronica (il nuovo servo è più veloce e potente di quello di serie) rendono la RC reattiva ai comandi, senza minimamente scomporsi. Sembra di vedere proprio le classiche 1/10, a cui questa piccola si ispira.

Che dire …. La ARR sembra un modello completamente diverso dalla RTR sull’asfalto proprio grazie ai differenziali regolabili, mentre adatta la RTR è un pochino più laborioso.
La piccolina è davvero divertente per girare tra amici, soprattutto nei pistini piccoli sia indoor che outdoor.
Ed il divertimento, quando si è con altri piloti, è assicurato, a patto di avere carrozzerie ben distinguibili a distanza. A causa delle piccole dimensioni e delle carrozzerie tutte uguali, non è difficile confondersi quando si è in bagarre.

Piccolo aggiornamento (mi sembra doveroso)

Al momento in cui scrivo la GT14 ARR è difficile da trovare perchè a gennaio esce la GT14 MK2 ARR con un po’ di cosine interessanti. Diciamo che chi ha la ARR con telaio e supporti ammo exotek sentirà meno la necessità di cambiare modello (ed adesso mi spiego anche perchè sia difficile trovare questo telaio al momento), in quanto i benefit di questo telaio sono integrati nella MK2.
Cambia lo sterzo, i telai inferiore e superiore, le sospensioni (di poco) ed un po’ di altre cosucce.

 

X-Ray T3R

Era da un po’ che ci rimuginavo… In pista praticamente tutti hanno una 1/10 elettrica, tranne il sottoscritto.
Mi sono guardato un po’ in giro e, tra le varie RC alla fine ho scelto di puntare sulla x-ray, visto che è la marca più diffusa in pista e ciò facilita
l’apprendimento dei “segreti” dell’assetto ed in più, se c’è bisogno di qualche ricambio, è probabile che qualcuno in pista lo abbia. Se poi si riesce, di comune accordo con i negozi che sponsorizzano la pista, a tenere una sorta di “banca dei ricambi”, la cosa non sarebbe male, soprattutto la domenica.
Guardandomi in giro le T2 009 sono praticamente introvabili e, considerando che devo acquistare tutto ex novo, ho fatto 2 conti. La regina (compatibile col discorso sopra) di quest’anno è indubbiamente la T3 2011, ma viste le finanze ho optato per la T3R. Tra le altre cose la Exotek ha rilasciato un telaio dedicato alle LiPo del costo abbordabile (sotto i 70 euro). Avendo già provato la qualità dei prodotti Exotek sulla Carisma, e così ho buttato un occhio anche in quel senso.
Leggendo quà e là su internet (e varie recensioni sui giornali), le differenze principali che sono emerse sono (T3R rispetto T3 2011):
- telaio asimmetrico in fibra di vetro (vs telaio in carbonio)
- barra filettata come braccetti di regolazione campanatura e convergenza (vs barra con esagono in mezzo)
- mancanza barre antirollio
- sterzo su singolo perno centrale
- supporti ammo in fibra di vetro
- trascinatori differenti
- omocinetici in materiale differente
- anodizzazione differente
Avendone “persa” una usata, ne ho trovata una nuova e, previo permesso della moglie, ho fatto l’acquisto. Il mio primo kit elettrico (ed era da un po’ che non montavo un kit, anche se le mie RC spesso le ho smontate e rimontate).
Il modello viene fornito senza gomme (ho scelto delle spugna con shore 38 che avevo in casa) e senza carrozzeria (in questo caso ho optato per la nuova protoform R9).

TELAIO
Portata a casa, ho aperto la confezione. All’interno. Subito “appare”una busta contenente il catalogo x-ray (ed è fatto benissimo, addirittura in rilievo), il manuale (della versione precedente purtroppo), un manuale integrativo per spiegare le differenze tra il manuale vecchio ed il modello attuale, un po’ di decal ed un foglietto integrativo per spiegare come aumentare la rigidità torsionale per adattare il modello alla pista. Oltre all’utilissimo (ma in inglese) set up book.
Sotto ai manuali, un adesivo “La confezione non contiene grasso alla grafite”, per cui acquistatelo, anche se serve solo sugli omocinetici. Ma ecco “apparire” il telaio con i banchetti in alluminio già montati e, nella sezione attigua, diversi sacchettini contenenti i restanti pezzi. I sacchettini sono numerati per facilitare l’assemblaggio, anche se non sempre sono chiarissimi con i codici (forse anche colpa del manuale non corretto). Mi sono messo tranquillo sul tavolo della cucina con il manuale normale e l’integrativo.
Mi sono armato di cacciaviti a brugola (Hudy) da 1,5 e 2 mm (con le brugoline normali sarei ancora lì) e di frenafiletti ed ho iniziato. Le istruzioni
partono subito con l’assemblaggio del palo rigido anteriore e del differenziale posteriore a sfere regolabile. E già quà mi inizio a preoccupare. Rispetto a quello della Carisma ci sono delle sferette in più sul reggispinta. Per assemblare il tutto bisogna fare un po’ di acrobazie, magari aiutandosi un po’ con il grasso dei differenziali denso per tenere in posizione le sfere. Purtroppo per regolare il differenziale bisogna smontare il cardano. Come optional a pochi euro (4 mi pare) c’è la vite forata per regolare il differenziale dall’esterno. L’assemblaggio prosegue senza grossi intopp, saltando tra il manuale normale ed il manuale integrativo. Bisogna fare un po’ di attenzione all’assemblaggio del gruppo centrale e tenere conto della disposizione dei differenziali (2 disposizioni diverse in base al tipo di batterie utilizzate, spostando di fatto la cinghia lunga per fare spazio alle batterie NiMh). Bisogna dare un po’ di attenzione quando ci sono i vari supporti dei braccetti, in quanto sembrano tutti uguali, ma sono le piccole differenze che cambiano il comportamento del modello. Per cui non andate avanti scegliendo i pezzi a caso. Tra l’altro sul manuale sono riportate le regolazioni di base sia per l’uso delle gomme in spugna che per le gomme in lattice. I differenziali sono montati su supporti eccentrici con funzione di tendicinghia. Tra l’altro essendo le spalline composte da due parti, rispetto ad esempio alla TS4n, l’operazione è abbastanza rapida. Basta stare attenti a come si centrano gli eccentrici, inserendo
“l’unghia” dell’eccentrico in uno degli scansi delle spalline. Come optional ci sarebbe anche il tendicinghia da montare sopra l’upper deck, ma non so quanto serva per le regolazioni rapide… Il resto del montaggio prosegue bene fino al fissaggio degli ammo. L’unica parte fatta un po’ troppo “alla carlona” per i miei gusti è proprio il montaggio degli ammortizzatori sul modello. Bisogna rismontare le brugole montate all’inizio e fissarle agli uniball.
Gli ammortizzatori possono essere assemblati con piattelli fissi o con piattelli regolabili. Ho optato per i piattelli regolabili, in modo da indurire o
smollare gli ammortizzatori in modo semplice e rapido senza smontare praticamente niente.
L’unica modifica apportata è stata una leggera fresatura dei perni degli omocinetici, per migliorarne il fissaggio con gli appositi grani ed evitare di
perdere mezzo giunto cardanico. Volendo c’è anche come optional, al costo di circa 4 euro la coppia…
A montaggio completato direi che come optional che potrebbero essere utili sono di sicuro i perni con esagono per regolare campanatura e convergenza in maniera rapida. Le barre antirollio potrebbero tornare molto utili, in base alla pista. Il costo è di circa 50 euro per il kit con le anteriori e posteriori (vendute separatamente).
Non sono comprese le colonnine di supporto dell’upper deck per irrigidire al massimo il telaio, soluzione utile nelle piste in moquette con le gomme in
spugna, tipicamente americane (anche se ora stanno passando alle piste in asfalto).
Logicamente ci sono parecchi optional, per modificare tutti i parametri dell’assetto, alcuni in plastica ed altri in metallo. Tra le altre cose, i componenti in plastica non mi sembrano poi molto costosi, rispetto ad altri modelli.

ELETTRONICA
Dovendo scegliere tutto nuovo, ho guardato un po’ in pista. In teoria si voleva fare una categoria con motori tutti uguali (10.5), ma al momento, non essendoci niente di ancora definito, ho scelto di optare per un motore sensorless Hobbywing 9T 4300 KV (lo stesso che usa un mio amico e con cui si trova bene), abbinato ad un regolatore sempre EZRun da 60A, che consente mi montare motori fino ai 5.5T (che conosco bene perchè ho sul revino).
Per il servo dello sterzo ho deciso di provare un Savox da 12 kg e 0.08sec/60° (mi piacciono i servi veloci) con ingranaggi in titanio. Come ricevente ho preso una Futaba 603FS (sigh!!! Costa molto di più delle spektrum, ma mi piace di più la radio Futaba come ergonomia…) a cui ho abbinato un condensatore per fornire una riserva di corrente alla radio ed al servo in situazioni critiche, visto che i savox ciucciano parecchia corrente…
Discorso batterie… Non sapendo bene per cosa optare, ho seguito il consiglio di un amico e ne ho cercate con hard case. La scelta è caduta su due LiPo Prismalia 2s da 5000 mAh e 40C di scarica.

 

Come al solito, dopo un po’ d’uso, inizio a trarre qualche considerazione…
Diciamo che al momento l’ho usata poco. Alla prima uscita a causa del classico botto mi si è rotto il braccetto e la “manina” del tirante superiore. Rottura “classica” che colpisce almeno un pilota a weekend (soprattutto col freddo). E stavolta è toccato a me (già mi incitavano a “testare” le barriere in fondo al rettilineo, mortacci loro). Costo totale della riparazione: meno di 7 euro il braccetto e meno di 7 euro per 8 manine delle sospensioni.

Una cosa che ho imparato a mie spese: con i trascinatori di serie, dietro NON MONTATE le gomme da 30mm, ma limitatevi alle 26. Altrimenti limerete via le “manine” degli ammo posteriori (costo 5 euro per 4 manine). Se proprio volete usare le 30mm, dovete usare i trascinatori che aumentano l’offset.

Nell’ultima uscita ho regolato un po’ troppo duro il differenziale posteriore (l’avevo stretto la sera prima, ma non troppo mi sa), ma ho esagerato e tra il differenziale posteriore duro e le gomme da 30mm l’auto in uscita di curva non era per niente docile. Devo riprovarla per bene, con una seconda modifica sostanziale (la prima è stata il telaio Exotek in carbonio per le LiPo): il nuovo differenziale posteriore. Il differenziale di serie non è proprio il max… A poco più di 50 euro (dipende dove si trova) si può optare per sostituire il differenziale con quello delle T2 e T3 (cod 305003, compatibile sia con la puleggia da 38 che con quella da 34 denti). Tra i vantaggi che offre ci sono:
- possibilità di regolarlo dall’esterno senza smontare niente (cosa che sabato mi avrebbe agevolato non poco)
- maggiore protezione per le sfere, grazie alla copertura “dust labyrinth” che protegge maggiormente le sfere (sull’originale sono potenzialmente esposte)
- maggiore scorrevolezza
- difficoltà nel perdere le dannate sferette dello spingidisco, in quanto sono vincolate tra loro su un cuscinetto. L’altra sera pensavo di averne persa una… Sono 7 (no, non sono le 7 sfere del drago…) con lo spazio per un’ottava per lasciare un po’ di gioco.
Possibilità di montare le sfere del differenziale e dello spingidisco in ceramica, che dovrebbe migliorare la scorrevolezza (ricordo che la Jaad fa un set da 12 sfere a 8 euro, mentre le originali costano 20 o più, ma non so la qualità)
- bicchierini in metallo (solo quelli sono 15 euro cad…)

La stessa modifica l’ha fatta anche un’altro pilota sabato sempre con la T3R ed ha detto che si sente che diventa più docile…

 

Piccoli aggiornamenti…
Allora… In settimana mi sono arrivate le barre antirollio dall’Inghilterra (in Italia erano introvabili, e ci hanno messo solo 4 giorni…) per cercare di limitare il sovrasterzo… In teoria andrebbero montate solo all’anteriore (per provare). Al momento sono partito con la 1.6 davanti e 1.2 dietro, anche se non mi sembra il massimo… Vedrò in caso per una barra più rigida.

Complice la fiera di Verona, mi sono portato a casa un ESC Xerun 120A 2.1, program card USB e motore Speed Passion V3 10.5 (con pignone 22 denti). Sto ancora cercando di capirci un po’… Mi ci sono voluti 2 giorni di prove e ricerche su internet per capire come funziona il tutto. Ho caricato l’ultimo software sulla Program Card e l’ultimo software STOCK sull’ESC (mi mancava proprio questa parte…)

Nel W.E. vediamo come si comporta…

Ultimamente ci siamo convertiti un po’ tutti alle gomme in lattice, per cui le modifiche non sono poche. Tra l’altro devo modificare e sistemare anche quella di un mio amico questo natale…
Partiamo dalle gomme. Al momento uso le Sorex. Mescola 24 in inverno e 36 in estate.
L’assetto per le lattice è mooooolto più morbido che non per le spugna.
Personalmente ho messo gli ammo con i piattelli fizzi anziché regolabili (anzi… a dire il vero ho gli ammo in alluminio x-ray ) con 3 fori, da 1.1 davanti e 1.3 dietro. Olio 400. Molle bianche dietro ed azzurre davanti.
Carrozzeria Mazda6 o Mazda6Speed.
La T3 (tranne la 2012, tutte) ha il palo anteriore e sfere posteriore. Personalmente non mi piace molto, infatti ho messo i differenziali ad ingranaggi sia davanti (olio 1.000.000) che dietro (olio 1.000).
Servo savox 1258.
Regolatore e motore, dipende. Anche dalla tua esperienza. Dopo la seconda svampata del regolatore da 120A (dovrebbe tornarmi domani riparato) ho messo un Tekin RS Pro, prima con un 10.5 (che va comunque bene, ma sarebbe maglio speed passion che hobbywing se devi scegliere) Tekin redline (una bella bestia). Mentre poi per prova ho messo un 4.5T sempre Tekin. Una bestia esagerata (difatti ogni tanto abbasso l’epa dal telecomando).
Batterie almeno 4000mAh 35-40C

 

 

Team Magic E4 RS2

Ragazuoli, come da abitudine… Auto nuova = recensione…
Postata anche sul nuovo portale RCSprint.com

Era da qualche tempo che volevo cambiare la mia RC, più che altro per provare modelli nuovi. La Team Magic E4 RS2, con il suo design “vagamente ispirato” alla X-Ray 2012 ed ad altri modelli (più di un pezzo è compatibile con X-Ray), e le parole di compagni di pista ed utenti dei forum entusiasti del modello (e, non da ultimo, i 100 euro in meno rispetto alla T3 2012 che, in questo periodo, non fa schifo risparmiare) mi hanno fatto avvicinare al nuovo modello importato da Electronic Dreams…
Il mio amico Daniele invece ha la Carisma ed il Revino, ma ultimamente in pista girano soprattutto le 1/10, anche a “causa” del mini campionato. Così gli ho buttato lì l’idea al mio amico di vendergli la mia adorata e fidata T3R. Non mi piace separarmi dai modelli che mi hanno dato più emozioni, ma sapere che la T3 andava ad un caro amico, che l’avrebbe aiutato ad imparare e che avrei potuto rivederla in pista, alla fine mi ha convinto… O meglio… Si è convinto il mio amico a prendere la mia, e di conseguenza…
Mi chiama giovedì dandomi l’ok. Io sinceramente non ero pronto… Avevo smontato e ricontrollato la T3R 3 volte questa settimana (per sistemarla in vista dei prossimi test pasquali), ed avevo deciso di regalargli gli ECS Team Magic (che, con le “C” nuove, montano sulla T3 e costano 1/3 in meno a dir poco). Mando un messaggio al mio amico Matteo di Veromodellismo.com (con tanti negozi di modellismo che chiudono, lui è andato controcorrente ed ha aperto) e mi fa “domani mi arriva merce… Se vuoi…”. Così venerdì sera torno a casa con una scatoletta piccola, tanto che la moglie mi chiede dove sia la macchina. In effetti la scatola è larga poco più di 10 cm, fatta con un bel cartone spesso, color nero. Su cui è incollato l’adesivo che vedete in apertura. Da ricordare infatti che, essendo un’auto da gara, viene venduta SENZA gomme e carrozzeria, senza servo, radio, esc, motore e batterie (tutta l’elettronica insomma) a parte alcuni bundle che ho visto con motore ed ESC Hobbywing, per cui la scatola è poco più larga del telaio stesso. Come tanti si aspettano da me, non ho portato a casa solo il modello, ma anche un paio di “optional”. Oltre agli ECS che volevo montare sulla T3R ho portato a casa il palo rigido anteriore (che dicono andare meglio sulla nostra pista del differenziale), una protezione adesiva per il telaio (con colorazione simil carbonio e pretagliata lasciando spazio per tutte le viti) ed un paio di modifiche da apportare in fase di montaggio e cioè la corona 84 denti modulo 48 della X-Ray (ho un po’ di pignoni e con quello che costano…), i barilotti anteriori sempre della T3 (che dalla regia dicono essere più robusti nei punti di attacco dei tiranti dello sterzo) ed un paio di pignoni modulo 64 (stesso modulo della corona di serie) perché non si sa mai… Leggiucchiando in giro, la stessa ED consigliava di acquistare la chiavetta da 2.6mm (codice K5703) per regolare la tiranteria, per cui ho portato a casa anche quella…

Tra gli optional che personalmente trovo interessanti ci sono il tendicinghia ed i supporti batteria in ergal (che aiutano a proteggere le lipo dagli urti laterali). Tali supporti, insieme all’upper deck modulare sono in arrivo, mentre i supporti su cuscinetti a sfere delle barre antirollio non sono ancora stati prodotti (così, a titolo informativo).
Importantissimo!!! Con il modello non viene fornito il salvaservo!!! e come squadretta c’è una squadretta normale. In caso di urto la squadretta può rompersi. E se ne montate una in metallo può rompersi il servo. Potete montare il salvaservo della X-Ray T3 2011 (penso identico al 2012)…

Montaggio
Logicamente, dopo aver avuto per un anno una X-Ray, un confronto in fase di montaggio mi sembra inevitabile…
Prima di partire in quarta col montaggio, ecco cosa vi serve per procedere:
- Chiavetta 2.6mm k-factory (codice K5703)
- Brugole da 1.5, 2 e 2.5mm (possibilmente a forma di cacciavite e non a “L”)
- Cacciaviti a taglio ed a stella (piccoli)
- Chiave a tubo 7mm per le ruote
- Calibro
- Cutter
- Frenafiletti medio e colla cianoacrilica
- Pinza

Aprendo la scatola, la prima cosa che troviamo è il manuale molto ben fatto Solo immagini e col codice di ogni singolo pezzo. Le varie fasi del montaggio sono raggruppate tramite le lettere dell’alfabeto. Troviamo inoltre un foglio integrativo con tre correzioni alle fasi di montaggio e dei sacchettini che integrano i componenti da sostituire in 2 di queste 3 fasi e le varie decal.
Di seguito troviamo tutti i componenti per il montaggio in sacchetti separati e marchiati da una lettera, in base a quale fase dobbiamo usarli.

Sotto a tutto troviamo il telaio in carbonio da 2.3 mm di spessore. La trama del carbonio del telaio è molto più fitta di quella di altri modelli. Tale telaio (stando a voci) è perfettamente compatibile con l’X-Ray T3 2012.

Il telaio è “nudo” a differenza di quello che capitava con la T3 dove I supporti delle sospensioni e del motore erano installati di fabbrica.
E’ presente un alleggerimento (classico su questi modelli) in corrispondenza del motore, per abbassare il più possibile il centro di gravità. Diversamente da altri telai tale alleggerimento è presente anche dalla parte delle lipo, probabilmente per mantenere una corretta e simmetrica torsione. Gli svasi per le viti nella parte inferiore sono perfetti.
Prima di procedere oltre, anche se non specificato dal manuale, ho passato il ciano acrilico (l’attack) sul bordo del telaio. Questo perché il telaio non è un pezzo unico, ma un insieme di fogli di carbonio sovrapposti ed incollati. L’attack previene lo sfaldamento del telaio nella parte più esposta (bordi). Una volta asciugatosi, ho proceduto incollando la protezione inferiore (optional) al telaio. E’ perfetta e sembra un pezzo unico col telaio.
Procedo quindi col montare i supporti delle sospensioni in alluminio anodizzati nero. I posteriori sono differenti destro e sinistro, e presentano anche delle lavorazioni laterali, mentre gli anteriori sono interscambiabili. Il tutto in un pezzo unico (sulla T3R c’erano vari supportini). I banchetti hanno dei punti di fissaggio “extra” (serve anche una rondella per ogni punto) per aumentare la rigidità del tutto.
Via al montaggio dei supporti motore in alluminio “naturale” e le colonnine dello sterzo (non è previsto un sistema di salva servo, per cui, in caso, è da montare direttamente al posto della squadretta sul servo).

Passo successivo, il montaggio del gruppo centrale. Il modello viene fornito di serie con una corona modulo 64 (quindi denti piccoli, silenziosa ma più delicata del modulo 48) da 110 denti. Ho preso 2 pignoni modulo 64 denti (non si sa mai nella vita), ma visto che ne ho molti di più modulo 48 (con quello che costano) ho deciso di montare la classica corona x-ray 84 denti modulo 84.

La corona calza perfettamente, ma bisogna ricordarsi in questa fase che bisogna apportare la prima delle 3 modifiche del foglio integrativo e cioè la sostituzione delle viti che fissano la corona con altre leggermente più lunghe per poter alloggiare delle rondelle. Nel montaggio noto un pelo di gioco tra le pulegge (da 20 denti), ma niente di preoccupante.

Diversamente dalla X, il centrale sulla TM è tenuto in posizione da fermi in alluminio. Quelli in plastica della x si rompono se non si sta attenti…
Si passa quindi al montaggio dei differenziali. A differenza della T3, sulla TM troviamo un differenziale con due soli satelliti (ma apparentemente se ne potrebbero montare 4, a trovare la crociera giusta) ma con ingranaggi in metallo anziché in plastica. Di serie procedo viene fornito un olio di densità 1.000 per il retrotreno e 500.000 per l’anteriore. Procedo anche al montaggio del palo rigido (optional) realizzato, puleggia a parte, interamente in metallo. Da noi si “vocifera” che vada meglio il palo, ma poi bisogna vedere lo stile di guida di ognuno…

Proseguiamo nel montaggio… I differenziali poggiano su degli eccentrici per regolare la tensione delle cinghie anteriore e posteriore.
A differenza di altre case con gli eccentrici neri, qui sono di un arancione-senape, non molto bello ma si vedono bene
a contrasto col nero dei supporti.

Superiormente gli eccentrici sono tenuti in posizione da dei banchetti in alluminio che integrano gli attacchi per i
supporti ammortizzatori (in carbonio e con parecchi punti di fissaggio) e le tre posizioni di fissaggio dei tiranti
superiori delle sospensioni (per variare il centro di rollio). Tali banchetti sono uguali tra anteriore e posteriore
(contenimento dei costi, per tutti).

Il passo successivo è il montaggio delle sospensioni. Posteriormente sono i tradizionali portamozzi in plastica con
doppio cuscinetto (con leggera convergenza positiva), anteriormente invece troviamo di serie le “C” da 4° in alluminio
che alloggiano i cuscinetti a sfera per la rotazione dei portamozzi (in questa fase c’è il secondo errata corrige).
Preferisco montare i barilotti della X-Ray (e montano benissimo) in quanto ho sentito parlare spesso di rotture.
Presumo in corrispondenza di dove vadano fissati i tiranti dello sterzo, dove vi è un’asola al posto dei vari fori di
fissaggio. Tra le altre cose monto anche gli ECS optional. Tali ECS vengono forniti con dei cuscinetti leggermente più
stretti (per la parte interna del mozzo) e dei blade in plastica un po’ troppo duri (di fatti uno si è spezzato in 2. Per
fortuna avevo ancora gli X).

Le successive fasi di montaggio delle sospensioni procedono senza problemi, anche se vi è un po’ poca scorrevolezza
(che si farà con l’uso o dando una sistematina ai braccetti in fase di montaggio).
Nel manuale sono riportate tutte le misure dei tiranti anche se, a fine montaggio, l’assetto è completamente scampanato…
Particolare il sistema di fissaggio delle barre antirollio sui braccetti (questi ultimi sono indifferenti dx o sx).

Il gruppo sterzo è completamente in alluminio, montato su cuscinetti. A occhio mi pare identico o quasi a quello della
T3 2012 (non avendola, non posso confermare)

Personalmente non mi piace molto il fissaggio centrale dell’asse che fissa il gruppo sterzo al servo, ma funziona…

Passo ora al montaggio del servo dello sterzo. Noto con disappunto che il mio savox 1258TG ha una forma particolare
nella parte superiore (dove si aggancia la squadretta per capirci) che va a premere sulla colonna dello sterzo frenando
il tutto. Così mi armo di taglierino ed affetto un angolo del case del servo (per fortuna questa parte è in plastica)
lasciando un capello di spazio tra il servo e la colonnina. Quanto basta perché giri libera…

Non sono molto convinto che si possa usare una squadretta del servo qualsiasi, in quanto l’originale sposta in avanti
la tiranteria abbastanza, in modo da farla lavorare il più dritto possibile

Una volta montato il servo, si passa al gruppo portalipo. Per evitare che la lipo scivoli verso la cinghia anteriore, ci sono 2 triangoli in plastica che fungono da blocco

Nella parte esterna troviamo invece dei supporti in plastica (che, per sicurezza preferisco sostituire con quelli in ergal
appena disponibili) su cui si fissano le due “C” in carbonio per la fascia in velcro che tiene ferma la lipo. Tale fascia
non passa quindi sotto al telaio e quindi non si rovina.

Altra fase… Montaggio ammortizzatori con relativa terza parte di modifiche dell’errata corrige. E qui, nel confronto con
la X-Ray ed altre case, abbiamo sia note positive che (a mia opinione) negative. La nota positiva è che gli
ammortizzatori hanno il corpo interamente in alluminio, a differenza della casa di Mr. Hudy che li ha solo come
optional. Sul tappo troviamo il foro di sfiato per la membrana. Non ci sono tamponcini da mettere tra membrana e tappo.

La nota (per me ) negativa invece il gruppo del pistone dell’ammortizzatore… Piccola spiegazione. All’interno della
scatola troviamo tutti e 4 i pompanti uguali, con 2 fori. Se vogliamo pompanti diversi (1 o 4 fori) dobbiamo prenderli
come optional. Tra l’altro i pompanti sono tenuti in posizione dai bastardissimi seager a “C” che hanno al tendenza a
saltare via come molle. Avrei preferito sinceramente dei dadini. Altra cosa, lo stelo dell’ammortizzatore. E’ rivestito con
un sottile strato dorato che ne facilita la scorrevolezza, ma a differenza della costosa X-Ray, non vi è una gola dove far
presa con la pinza/tronchese per avvitare la manina. Sembra una banalità, ma vi assicuro che in fase di montaggio se ne risente.

Di serie con il modello viene fornito dell’olio da 600 per gli ammortizzatori. Una quantità sufficiente a fare i 4 di scatola
e basta (quindi, per i rabbocchi, bisogna comprarlo). Per la nostra pista, un mio amico mi ha consigliato di partire
direttamente con le molle di serie (come optional dovrebbe esserci tutta la serie di molle) ma con olio di gradazione
450. Così procedo come suggeritomi, usando anche la pompa per aspirare l’aria dagli ammo.

Una volta terminato il montaggio degli ammortizzatori, monto le barre antirollio, l’upper deck, paraurti e supporti
carrozzeria (anche quì preferivo i basculanti X-Ray col perno, al posto di questi con la vite), e poi il mio Tekin RS Pro col
redline. Una rivisitazione a tutte le geometrie (sballatissime) e pronti per la prova futura in pista…


Prima uscita ufficiale in pista.
Come inizio ho deciso di seguire il manuale (correggendo solo il discorso campanatura e convergenza) e confrontandomi sia con chi ha più esperienza e lo stesso modello da più tempo, sia con chi ha meno esperienza ma ha un’altro punto di vista. Diverse persone vedono diversi particolari. Dopo che la pista si è trasformata in una pista per aerei (il problema oggi non erano i decolli, ma gli atterraggi… Per tutti…) ho iniziato a fare i primi giri, con regolazioni “base” (campanatura 2°, convergenza leggermente aperta all’anteriore e da scatola al posteriore) ed il palo rigido all’anteriore. Ho messo le gomme che abbiamo usato in gara l’anno scorso, nonostante ci fossero solo 13° e le gomme erano un pelino troppo dure. Purtroppo, non avendo montato il savaservo, ho deciso di non esagerare (senza contare che in pista c’era anche un pilota di ben altro livello, che faceva paura per quanto andava)
Ho notato che ero un po’ troppo lungo di rapporto (appena allungato e mai provato) e che l’auto si comportava in maniera diversa in curva da come mi aspettavo, nel senso che l’auto tendeva ad allargare un po’ troppo di muso nei curvoni lunghi e tendente al sovrasterzo nei curvoni stretti.
Di sicuro l’erogazione del mio Tekin 4.5T non aiuta…
Stesso comportamento lo aveva la E4 di Cilius82. Sempre di scatola (non so gli ammo sinceramente) e con il differenziale anteriore con olio 500.000. Altro punto in comune (a differenza di un terzo pilota del gruppo, Tanino, che ha il modello da più tempo) è la carrozzeria Protoform LTC-R, il che mi ha fatto venire in mente che avevo dimenticato la “vecchia” Mazda 6 a casa…
Prima cosa, ho deciso di cambiare il pignone per accorciare il rapporto. Guardo da sopra l’upper deck e non c’è uno spazio per far passare una brugola (quando ho montato il motore avevo già su il pignone).
Casualmente giro l’auto sottosopra e vedo in corrispondenza del pignone un foro nel telaio. 30 secondi ed il nuovo pignone era a posto, senza fare strani contorsionismi o smontare completamente il motore.
Una volta sistemato il pignone, sono passato al cercare di capire e sistemare i problemi in curva. I problemi sono due diversi, ed avevo 2 ideuzze…
Prima di tutto, ho riscontrato quello di cui mi aveva avvertito il mio amico Tanino, e cioè che con parecchi cerchi le gomme posteriori sfregano sulle manine dei tiranti superiori, compromettendo la percorrenza in curva (una delle possibili cause dei testacoda). Ho così provveduto alla sostituzione dei trascinatori posteriori standard con quelli x-ray che avevo da parte, con offset di +0.75. Il cerchio non tocca più, ma il sovrasterzo permane ancora. Inoltre ho guardato con calma un’altro particolare che già non mi convinceva nella fase di montaggio: le manine dei tiranti superiori (quelle che sfregano sui cerchi) sono montati su uniball con frapposti tra l’uniball ed il mozzo 2 anelli da 2mm (per un totale di 4mm) che mantiene il braccetto posteriore molto inclinato, variando il centro di rollio posteriore. Togliendo anche un solo distanziale, la vite dell’uniball andrebbe a bloccare il semiasse. Stasera a casa ho tolto uno dei due spessori da 2mm insrendo uno spessore da 1mm, arrivando praticamente a sfiorare il semiasse, anche se ho già ordinato anche gli uniball bassi per fare ulteriori prove.
Ho provato a variare l’inclinazione degli ammo, ma senza miglioramenti. Prima di procedere, viste le temperature, ho deciso di provare le altre gomme che avevo in cassetta visto che avevo la tendenza a scivolare sulle 4 ruote. Ho deciso di “far fuori” il treno che avevo usato sulla T3 e su cui si intravedeva la tela in alcuni piccoli punti. La situazione è molto migliorata, soprattutto in ingresso di curva dove lo scivolamento si era ridotto parecchio, pur non seguendo al 100% le traiettorie nelle curve più ampie, ma senza alcun miglioramento inerente il sovrasterzo nei tornanti.
Mi sono ricordato che quando la T3 era un po’ troppo sovrasterzante, avevo chiuso la convergenza posteriore e così ho aggiunto una rondella di 2mm nella parte posteriore del braccetto posteriore (scusate la ripetizione) e la situazione è migliorata ma non del tutto. Dovevo avere una guida molto dolce in uscita di curva, anche se era ormai chiaro da un po’ che il problema era il differenziale posteriore, troppo duro con l’olio 1000 di serie. Difatti Tanino che in curva non aveva problemi (altra carrozzeria ed altre gomme tra l’altro) mi ha confidato che come olio era sceso al 700, confermando la mia teoria che il 1000 era troppo. Ma al momento non avevo portato con me altri olii.
Ho ripensato al palo anteriore… Ognuno ha il suo stile di guida e sulla T3 avevo messo il differenziale con olio 1.000.000 mentre Tanino e altri si trovavano meglio col palo. Complici le temperature che nel frattempo si erano alzate, sono rientrato. Le gomme erano distrutte e tagliate… altro che alle tele!!!!
Chiacchierando con Cilius, da poco possessore di E4, mi ha detto che si trovava meglio con l’upper deck rigido, con 2 viti extra dietro e le 2 viti più lunghe che collegano le colonnine dello sterzo all’upper deck. Ho detto… Proviamo! Siamo quì per questo oggi… Tanino non era d’accordo, ma se non si prova… E così ho fatto quello che non va mai fatto… 3 modifiche in un colpo solo:
- Irrigidimento upper deck
- sostituzione gomme con le precedenti belle pulite con il pulitore per freni (dopo essere state al sole iniziavano ad appiccicare)
- sostituzione palo rigido con il differenziale.
Il modello è cambiato decisamente. Molto più reattivo in curva e nei curvoni ampi finalmente faceva la traiettoria che volevo io e potevo avere una guida un più aggressiva. Inutile dire che perdevo in uscita di curva a causa del sovrasterzo. Purtroppo anche il mio modello ha voluto emulare gli altri e provare per la prima volta l’ebbrezza del volo. Nessun problema grave… Tranne i dannati seager a “C” di entrambi gli ammo di destra… Dopo 4 ore fuori casa non avevo voglia di smontare lì il tutto, così sono tornato a casa… La RC è già pronta per la prossima uscita, sperando arrivi il salvaservo ed un paio di altre cose secondarie…
Continuano i piccoli aggiustamenti… Prendendo spunto da una certa rivista di modellismo su cui hanno pubblicato questo mese il montaggio, ho messo una seconda brugola nei nottolini degli omocinetici, visto che il filetto è passante.
Altra modifica, ravanando nella cassettina delle viti ho trovato 2 uniball con la vite corta, così ho sostituito gli uniball sui mozzi, togliendo gli spessori da 3mm (4 in origine) e lasciando un solo rasamento da 1mm. In questo modo il tirante superiore della sospensione posteriore è dritto. Avrei potuto anche lavorare sul ponte che blocca il differenziale, ma in questo caso il braccetto avrebbe lavorato più alto. Naturalmente ho dovuto rifare la convergenza. E’ una prova logicamente, che devo vedere che frutti porta.
Così posso anche riportare la carreggiata alla larghezza originale, il che contribuirebbe a diminuire il sovrasterzo in uscita di curva.
Ho guardato anche le ranelle che fermano i pompanti negli ammo. Quelli di serie sono da 5 decimi di mm, mentre quelle dell’errata corrige sono da 6 decimi. Mi sa che rimetto i 5 su tutti…
Ieri ho collaudato il modello con il “nuovo” differenziale con olio 750 di densità. Unito alle gomme nuove ed alle modifiche già citate hanno portato ad un netto miglioramento. Devo studiare un momento il discorso dei tiranti superiori posteriori… Non so se sono meglio dritti o inclinati, come tenuta.

Dopo ieri, ho deciso di fare una piccola modifica al sistema fermalipo. Difetto comune alle T3 ed alle E4RS2 è il sistema fermalipo, che con dei colpi laterali tendono ad uscire dalla sede. Anche con la barra superiore fermalipo in carbonio. Io avevo risolto conb il telaio della Exotek con i supporti fermalipo alti in alluminio e la barra fermalipo in carbonio.

Sulla T3 2011 un mio amico ha risolto sovrapponendo 2 fermalipo.
Al momento sulla E4 ho optato per una strategia diversa. In versione preliminare, in quanto dovrei trovare delle colonnine in plastica o in metallo con diametro interno 3mm.
Spero che la k-factory (a cui ho chiesto se avevano in programma modifiche simili) le attuino in fretta…

In questo modo, anche col velcro la lipo non dovrebbe uscire, anceh se sto già pensando a fare anche io il doppio fermalipo, uno in un verso e uno nell’altro

Piccolo aggiornamento: Ho rifatto il portalipo sovrapponendone 2 in plastica, adattando quello frontale per evitare di bloccare lo sterzo.

Dall’importatore sono arrivati un po’ di optional:
- Upper deck da 2.3 e 2.5 mm (presi entrambi, in quanto vorrei irrigidire un po’ il tutto. Forse in pista mi potrebbe tornare utile)
- Portalipo in alluminio (preso) con i fori per montare una paratia laterale
- Upper deck modulare
- Supporto barre antirollio su cuscinetti (dubbia utilità IMHO)
- Trascinatori ruote in AL con offset -0.75, +0.75 e 1.5

Sto ragionando un momento (ma fino a quando non ho in mano i portalipo è difficile) sul montare la barra fermalipo in carbonio della X-Ray 2011 (che non è compatibile con la 2012)…

Losi Mini 8ight

Dopo averne sentito tanto parlare  la scimmia per la mini8 è salita, complice anche la pista di Rescaldina, un po’ piccola per le 1/10, sono riuscito a convincere la moglie (santa donna!!!!) a farmi prendere la mini8…
Dopo essermene fatta scappare una ieri, oggi sono andato a farmi un giro…
E come di consuetudine ecco una piccola rece, la prova pratica dovrà aspettare un po’.
Leggendo quà e là, sono partito preparato. Oltre al modello ho portato a casa un po’ di ricambi (comprese le manine traxxas, ma per ora le tengo di scorta e basta).
Unici optional (la torre in carbonio mancava…) sono stati i trascinatori in alluminio e l’upper deck in carbonio. Non so quanto i trascinatori siano utili, ma considerando che il modello monta esagoni del 12, si possono montare quasi tutte le gomme da 1/10 (anche se, per le off, aumentano le masse sospese) e si possono stringere un po’ di più i dadi ruota.
Ma partiamo con ordine…
Il modello arriva nella classica confezione Losi dedicata ai modelli “piccoli”. Si presenta in versione RTR, con la solita radio 2.4 GHz Losi proprio base base (ha solo centraggio dei servi, epa sterzo con finecorsa NON indipendente dx e sx e inversione canali) compatibile con le radio spektrum e difatti il modello monta una ricevente Spektrum SR300. Quindi se avete una radio Spektrum…

Ci sono disponibili solo 2 colori della carrozzeria, rossa o nera. Ma visto l’ok della donna, ne ho presa una trasparente ed ho fatto scegliere a lei i colori (a grandi linee).
Insieme al modello vengono fornite una piccola batteria NiMh (da 1100 mAh) con relativo caricabatterie, dei “piatti” per fare un mini percorso, ed il manuale. Chiacchierando anche con il venditore, opto per cambiare il servo, in quanto mi conferma che ha problemi di centraggio. Al momento in casa avevo un hitec 5085, per cui ho optato per quello.
Visto che il telaio in alluminio si svernicia abbastanza facilmente (confermato da più fonti), ho pensato di smontare il tutto per incollare meglio sotto al telaio un paio di strati di pellicola trasparente presa dal giornalaio e pagata un’inezia. In questo modo imparo a conoscere il modello e verifico se il frenafiletti nelle viti che vanno sul metallo c’è (si… c’è…) ed apportare qualche modifica.
Partiamo col dire che per smontare il modello ho usato i cacciaviti da 1.5 e 2.5mm oltre la chiave per le gomme. Viti d 2 non ne ho trovate, ma non si sa mai…
Per prima cosa ho smontato i trascinatori per sostituirli con quelli in metallo. Come geometrie si può regolare quasi tutto (compreso il downstop) tranne la convergenza anteriore e posteriore. Per modificarla bisogna acquistare i blocchetto in alluminio (18+18 euro).

Volevo montare 2 torrette ammo in metallo per rendere il tutto più robusto (visto che sono un po’ morbide), ma non c’è abbastanza spazio e bisognerebbe lavorarci un
po’…
Smontando i braccetti noto che all’anteriore non ci sono i CVD, ma i classici “ossi di cane”

Procedo con lo smontaggio dell’upper deck in plastica che lascerà il posto a quello in carbonio. Sinceramente mi aspettavo di più dalla losi… Sull’upper deck in carbonio mancano i fori per fissare le colonnine della carrozzeria… Si rimedia con un trapano. Già che c’ero ho rimosso l’ESC di serie fissato all’upper deck. Non ha molte regolazioni rispetto ad ESC come l’hobbywing. C’è la possibilità di alcune regolazioni classiche (avanti/indietro/freno, cut off, etc) e supporta le 3s, anche se
io non le monterei… Sia regolatore che batterie montano i connettori losi EC2. A “naso” dovrebbe essere un 18 o max 25A. più di una persona ha sostituito l’ESC di serie. Avendo in casa il Reventon R 70A ho pensato di togliere la ventola (inutile con un motore così piccolo) e di montarlo, adattandolo un po’. L’ESC pilota un motore brushless 4500KV e mi pare essere un classe 300 o 370. Lo stesso che monta la Carisma GT14B, con alberino da 2mm. Di serie c’è un pignone da 16 denti mod. 48, ma voci di corridoio dicono essere un po’ lungo e così ho montato un 14. Il motore è fissato ad un supporto in alluminio.
Sotto all’upper deck troviamo il gruppo sterzo fissato su cuscinetti.

il gruppo è collegato ad un salvaservo montato direttamente sul servo. Il servo ha un millerighe da 25, quindi compatibile con i servi Futaba/Savox. Non avendo salvaservi compatibili con l’hitec (e di piccole dimensioni) al momento ho deciso di non montarlo e di collegare direttamente il gruppo alla squadretta, ma appena posso prendo il salvaservo. Spenderei 2 riche sul gruppo del servo… Il supporto è largo qualche decimo meno di 34mm ed ha i fori per fissare il servo con 2 viti per lato. Va da se che con servi come gli hitec HS82, 85, 5085 etc (quelli compatibili col revino, con 1 solo foro di fissaggio per lato e 30mm di lunghezza) bisogna ingegnarsi un po’…
Smontando la parte anteriore, notiamo che il telaio (da 2.5mm) è leggermente inclinato verso l’alto (antiaffondamento)

Una volta smontato tutto l’anteriore, notiamo che la coppia conica del differenziale è in metallo e ben ingrassato. Il diffo non è a tenuta stagna. Si apre con 3 vitine a croce e all’interno troviamo 3 satelliti in metallo.
Una volta rimontato il tutto, l’ESC ci sta pelo pelo pelo…


Ho fatto solo una mini prova in casa e viaggia parecchio, in abbinamento alle lipo, mentre con le NiMh è ben più lenta (il revino col motore di serie e le lipo se la mangia). L’abbinamento ESC-motore è molto buono e la partenza ottima.

Per dovere di cronaca (e per aiutare chi vuole prenderla e legge la recensione) oggi ho fatto un po’ di ricerce su internet per gli optional.
Prima considerazione… L’upper deck in carbonio. Come ho scritto non ha i fori per mettere il supporto della carrozzeria. Per un semplice motivo… Insieme danno il velcro per fissare la carrozza sui bordi della vasca del modello (mi è venuto in mente oggi che sul revino avevo fatto così…)
Ce ne sono alcuni di optional che in Italia non ho ancora visto (ma sulla baya o sul sito di horizon si), ma potrebbero essermi sfuggiti…
- CVD anteriori e posteriori con relativi ricambi
- supporto servo in alluminio (2 colonnine, non più pezzo unico)
- steli ammo trattati
- ammo anodizzati
- uscita differenziali alleggerita (ho visto solo quelli della trasmissione centrale…)
- pin vari trattati
- boomerang sterzo in carbonio
- ferma batterie in carbonio
- braccetti inferiori (sia anteriori che posteriori) RPM

 

Alcune carrozzerie alternative:

Phat Bodies — 1/16th Body Shells

Oggi sono riuscito ad andare in pista in quel di Rescaldina a provare la piccola e scambiare 2 chiacchiere con altri possessori. C’è da dire che la mia non è di serie ma, lipo a parte (e forse una precisione leggermente maggiore dello sterzo) direi che quanto riscontrato possa essere uguale anche per il modello appena uscito dalla scatola. Il modello con il motore di serie è veloce ed ha una bella erogazione. Ho provato il pignone 14 denti preso da Fioroni (mod. 48) ma faceva un rumore poco piacevole. Memore di altre letture, ho preso il pignone della Carisma e la situazione è decisamente migliorata (secondo un’altro pilota dovrebbe essere un modulo .6 o simili)
La piccolina è l’ideale per il pistino di Rescaldina (anche se c’è un palo dove diversi modelli si agganciano bisognerebbe evitare di centrarlo. Bisognerebbe…), restando molto agile nelle curve e garantendo un’ottimo allungo sul rettilineo. Il doppio salto si fa senza il minimo problema e senza finire dalla parte opposta come con le 1/10. Il pilota non è il massimo, ma è più facile da controllare. Tende un po’ a cabrare se si esagera col gas, ma niente di preoccupante. Meglio che picchiere di muso. Il modello è robusto. Nei vari colpi che ha preso non ho visto alcun danno riportato. Piccola modifica da fare (almeno per Rescaldina) è ammorbidire gli ammortizzatori. Di sicuro come olio ed eventualmente anche come molle. Ci sono le originali Losi, ma forse vanno bene anche quelle di altri modelli (sto pensando a carisma e traxxas.
Mi hanno consigliato di prendere le gomme di riserva in quanto non durano tantissimo.

Il primo impatto sirei che è estremamente positivo!
Chiacchierando con gli altri piloti ho trovato un po’ di cosine carine (upper deck con copertura ingranaggi, uniball rpm, diversi optional speciali) da TheToyz, fatti da loro apposta per la losina

 

 

 

Caster Racing S10B RTR

Era qualche tempo che si parlava con gli amici dei modelli off road. Tanto che mi stava salendo la scimmia per l’1/8, complici le voci di alcune piste allo studio nella zona.Settimana scorsa mi contatta un’utente del forum dicendomi che stava vendendo un po’ di materiale (una S10B nuova, una usata da riparare coi ricambi che già aveva, un telaio senza elettronica e tutte in versione RTR tranne l’ultima, 2 lipo ed un caricabatterie) a 200 euro, perchè il modellismo dinamico non lo aveva preso come pensava e voleva tornare al modellismo ferroviario.
Così parlo con un mio caro amico (e la sua “capa” tra un po’ mi odierà ) e decidiamo che, per 100 euro a testa si poteva provare.
Così oggi sono passato a ritirare i modelli…

First Look
A prima vista per chi, come me, è abituato al carbonio ed all’alluminio, vedere tutta quella plastica e 0 “materiali nobili” lascia un po’ l’amaro in bocca, ma il modello deve ammortizzare le asperità. E non sono solo le sospensioni a lavorare. Una plastica di ottima qualità in questo caso è meglio.
Complice i lavori di sistemazione del secondo modello, studio il tutto.
Il telaio è completamente in plastica, con nella parte posteriore dei fori rettangolari per accogliere le batterie NiMh in formato saddle pack (cioè divisa in 2 gruppi, per bilanciare il peso). Questi fori mi danno l’idea di far flettere un po’ troppo il telaio, ma soltanto l’uso potrà dirlo. Al max esiste il telaio in alluminio al prezzo di 30 euro.

Procedendo con l’analisi del modello noto alcune particolarità. L’upper deck è in plastica e diviso in due, che uniscono la parte anteriore e posteriore del modello al supporto della corona centrale. Il modello non presenta un differenziale centrale, ma solo un “palo” rigido, montato su una frizione parastrappi.

Nelle celle anteriori e posteriori troviamo i differenziali a sfere, regolabili. Anche quì, solo l’uso potrà dire se lavorano bene, ma comunque la Caster ha seguito la “moda” odierna del ritorno ai differenziali ad ingranaggi, proponendo un kit a 22 euro che comprende il differenziale ad ingranaggi e la nuova cassa del differenziale (non collegata direttamente alle sospensioni).
Particolare è il fissaggio della parte anteriore al telaio. Mentre la parte posteriore è fissata completamente al telaio, anteriormente solo la parte “posteriore” della cellula è fissata al telaio. L’altra metà è usata per fissare il paraurti.

Gli ammortizzatori sono dei big bore in versione 1/10, con corpo in alluminio. Superiormente sono fissati a delle torrette in plastica dello spessore di 3-4 mm. Robuste, ma non indistruttibili. In caso come optional ci sono quelli in alluminio, al costo di 12 euro l’uno.
Di serie il modello monta le barre antirollio e del tradizionale sistema salvaservo a 2 colonnine collegate da un boomerang.

L’elettronica è il classico tallone d’Achille.
Il modello viene fornito di radio in 2.4 GHz a volantino, con le regolazioni tradizionali ed epa tramite potenziometri. Senza infamia e senza lore. Alimentata da 8 pile stilo. Personalmente non ho trovato il pulsante per il bind (e nemmeno le istruzioni…), ma non essendo nuove…


Il servo è un classico 3 kg RTR. Personalmente non mi piace molto, difatti mi sa che sarà sostituito da un savox.
L’esc è in realtà un hobbywing, da 35A. Purtroppo non è un HW come tutti gli altri, in quanto non è riconosciuto dalla program card HW LCD, ma solo da quella a LED. Ma i parametri impostabili non sono quelli segnati sulla PC (stessa sequenza), per cui è un po’ difficile capire cosa si sta programmando… L’ESC alimenta il motore brushless da 3500kv, fissato al telaio con un supporto motore in plastica (optional quello in AL) e monta un pignone da 21 denti che, leggevo, non è molto amico delle temperature.

Il modello viene fornito com gomme multipin adatte all’erba. Ma sono talmente morbide che bastano poche sgasate a logorarle….
Di serie viene fornito un pacco batteria da 1800mAh in formato saddle pack, con caricatore rapido ed attacchi Tamiya (a giudicare dal cb. Il mio aveva già su i deans).
Come dicevo, i modelli mi sono stati forniti con lipo Prismalia 6000mAh 30C. Ci stanno pelo pelo pelo (anzi… dovrò cambiare i cavi ed i connettori per guadagnare 3-4mm in altezza), tanto che può essere necessario svitare le viti dell’upper deck per farle passare, mentre con le saddle pack originali ci sono i classici fermabatterie in plastica fissati con le clip.
Ultima nota, la carrozzeria. Come è tipico per questi modelli, è molto rastremata, lasciando poco spazio al posizionamento dell’elettronica. Ci sono due versioni. La più vecchia monta una carrozzeria squadrata, con l’abitacolo arretrato, mentre la più nuova è più arrotondata e con l’abitacolo avanzato.

 

 Prime modifiche…

Sostituzione del supporto ammo anteriore con quello in AL (era disponibile in negozio e costava poco…

Sostituzione del servo. Ho scelto un savox 1251 con 9kg di coppia e 0.09s/60°. Essendo un low profile si recupera 1cm di spazio per l’elettronica, visto che la carrozzeria così bassa non consente il fissaggio della rx sul servo, come nel touring. Se solo ci fossero delle RX più piccole compatibili con la mia radio…

Da notare l’esiguo spazio tra l’elettronica e la corona… Se riesco faccio un carterino in lexan

Sto ragionando sull’ESC e motore. Per spendere poco, mi basterebbe un HW 60A + 9t… Tanto per girare un po’. Ma trovare entrambi i componenti dallo stesso fornitore è arduo…
A fare lo sborone, ci sarebbe anche lo xerun 120A sct, che costa 30 euro in meno del modello da touring, o lo speed passion 2.0 lpf (che prò dovrebbe essere tipo lo stock, per cui non sono sicuro…). Ma tra esc e motore rischio di arrivare a 150… Sarei a posto per un bel po’, ma al momento non mi sembra il caso di puntare così in alto… Poi magari, tra 2 giorni…

Oggi mi arriva un SMS del mio “spacciatore di zona” che mi fa “sono arrivati i pezzi…”.
Avevo ordinato la carrozza, i tiranti delle sospensioni che non paiono così robusti (ed una rc con tirante spezzato era in diparazione da Matteo) e le corone. Queste ultime latitano al momento. Quando arrivo in negozio, vedo appeso il supporto ammo posteriore in AL appena arrivato. Così penso… “AL davanti e plastica dietro stonano…” portato a casa… Accantonato al momento l’idea di sostituire l’esc di serie con qualcosa di superiore (o un ez da 60A o anche uno xerun 120, magari da abbinare al 10.5 tekin che ho in casa…) ne partlo con Teo, soprattutto i dubbi di programmazione con la PC led della Hobbywing. Mi fa “prova questa” e mi da una mini scheda di programmazione. Che pare pure funzionare!!!

Costo al momento sconosciuto…

Guardandomi in giro noto che ha ordinato anche i differenziali a ingranaggi. Ci penso su un momento, ma visto che quelli a sfere (a prescindere) mi stanno un po’ sulle balle, opto per questi. Tra l’altro hanno tutti gli ingranaggi in metallo, mentre gli originali a sfera (per il vecchio modello almeno) hanno gli ingranaggi in plastica che non so quanto digeriscano l’eventuale aumento di potenza che potrei fare…

Infine la nuova scocca… Lascia più spazio per le lipo (anche se ho modificato i fili saldandoli a 90°). Mi piace molto di più dell’altra (mancano ancora gli adesivi)…

Per ora è pronta…

opo un paio di uscite, il modello uppato se l’è cavata decisamente bene (per quello che capisco di off), anche se devo dare una rifinita all’assetto dietro.

Grandissimo punto debole sono gli omocinetici in alluminio. Sabato (ok…. non dovrei picchiare il modello sugli ostacoli ) ne ho rotti 2 (codice SK102), ma la caster ha detto che me li manda aggratisse…Fiiiiiiiiiiiiiiiiicoooooooooooooooooo oo!!!!!
Comunque il ricambio lo avevo già (dopo aver spaccato settimana scorsa) e costa una sciocchezza (9 euro la coppia mi pare). Spero che li rifacciano in acciaio (come gli ho suggerito via mail)…

Comunque, allo stato attuale il modello come optional monta:
- Differenziali ad ingranaggi davanti e dietro (di serie sulla versione 2012)
- Supporto motore in metallo
- Supporto braccetti sospensione anteriore in metallo
- Supporti ammo anteriore (messo doppio) e posteriore in metallo (di serie sulla 2012)
- Omocinetici posteriori (errore nell’acquisto come ricambi per l’anteriore, ma li ho riciclati al volo)
- Servo Savox 1255
- Esc Hobbywing 120A V3
- Motore Leopard 5.5
- Radio Futaba
- Lipo Prismalia 2S 6000mAh 35C

Sabato sono stato in quel di Rescaldina a scaricare un paio di LiPo. Stalvota ero consapevole delle modifiche alla pista ed ho girato un po’ più seriamente, riuscendo (quasi sempre) ad atterrare sulle 4 ruote dopo i salti. Ma per fare cioò bisogna tenere il modello di gas o dare un’accelerata in aria in quanto, pur avendo le lipo da 6000 e quindi un maggiore peso dietro rispetto al normale, il modello tende sempre a picchiare un po’.
Ho sostituito l’olio degli ammo con un 500 e la risposta alle asperità è migliorata, ma non va ancora abbastanzabene nei tornantini, dove tende sempre al sovrasterzo. Prossima prova, montare il 20.000 all’anteriore e, magari, la regolazione in al della convergenza posteriore (unica regolazione che manca tra quelle importanti)
In settimana ho montato la regolazione della convergenza poteriore e il telaio in alluminio. Piccolo particolare… Il telaio in alluminio è più corto di un paio di mm. Difatti con gli upper deck in plastica il telaio risulta piegato. Ho montato così gli upper deck in alluminio (9+9 euro) e tutto è tornato alla normalità. La macchina risulta anche più neutra da guidare in curva

Traxxas E-Revo VXL 1/16 (Alias REVINO o MERV…)

Introduzione
Eccomi quì, a recensire la mia seconda RC. Dopo la TS4n ( http://www.modellismo.net/forum/rece…ts4n-gold.html ) è la volta del Traxxas E-Revo VXL 1:16. Anche se mi sembra che il modello abbia ricevuto un’accoglienza un po’ “freddina” quì sul forum.
A differenza della recensione della TS4, stavolta posto un messaggio per ogni sezine, così il limite dei 15.000 caratteri per post non mi frega (forse…) e posso espanderla con più serenità in caso di bisogno.
Premetto che in tanti anni questo è il mio primo modello elettrico in pratica. Precedentemente ho avuto la mitica Gig Nikko Dictator, con 2 motori mabuchi 540, ben 2 velocità avanti ed una indietro (quella rossa… Chi se la ricorda?) ed una Mini-Z MR-01 che ora ho in vetrina con la carrozzeria di K.I.T.T.
Il Revino è la prima RC elettrica “di nuova generazione” e, non essendo avvezzo a questo mondo, potrei scrivere delle castronerie che vi lascio leggere….
Ho scelto questo modello perchè ero in cerca di un piccolo monster, sostituto del CEN MG16 che tanti problemi mi ha dato a livello di motore. Guardandomi in giro, ho valutato varie alternative, ma alla fine mi sono “buttato” sul piccolo di casa Traxxas, attirato dal nome del modello, dalla disponibilità di ricambi ed optional nonché da una nutrita schiera di appassionati.
Logicamente, essendo un modello in scala 1/16 non si può pretendere che abbia le prestazioni dei fratelli e cugini in scala 1/8 e 1/10 o che regga gli stessi “sforzi”. Va bene per divertirsi un po’ in fuoristrada leggero, qualche salto (anche se il sottoscritto ha provato la rampa dell’1/8) ed essendo elettrico si può girare tra le case senza che i vicini stressino più di tanto.
Personalmente l’ho preso per girare sulla ghiaia dietro casa o sui terreni accidentati dove non oserei girare con una delle mie due a cinghia.
Il Revino viene proposto (adesso, nel 2010) sostanzialmente in 2 versioni: la versione normale ha motore brushed (a spazzole) e radio a 27 MHz, mentre la versione VXL “special edition” ha motore brushless (Velineon classe 380) e radio a 2.4 GHz (la versione VXL “normale” ha la radio a 27 MHz).
La versione VXL si trova in commercio a poco meno di 300 euro.

http://www.traxxas.com/products/elec…_erevo7107.htm

Praticamente uguale è lo slash, solo che ha i paraurti diversi ed i braccetti (in teoria visto che alcuni optional non sono compatibili) delle sospensioni più corti, oltre carrozzeria e gomme diverse.

Into the box
Sulla scatola appaiono diverse foto del modello e l’edizione con radio a 2.4 GHz hanno l’adesivo “special edition”.
Dentro, il modello è posto a sandwitch tra due blocchi in polistirolo. Sotto il modello troviamo il telecomando (marcato Traxxas), un buon manuale, un po’ di altri fogli etc, un set di 3 chiavi a brugola e una chiave multipla a tubo (e con questi 4 attrezzi è possibile smontare completamente il modello), una batteria Ni-MH a 7.2V e relativo caricabatterie. Per ultimo troviamo un pignone per l’alta velocità, utile per quando si vogliano superare le 50 miglia orarie.

Il modello

Telaio
Il modello è praticamente tutto in plastica. Le parti in metallo sono ben poche. Troviamo un telaio in plastica che integra nella parte laterale due vani (uno per lato) ove alloggiare le batterie, richiudibili con una copertura in plastica. Vi sono delle prese d’aria per raffreddare le batterie e far fuoriuscire l’aria calda. Le dimensioni dei vani sono circa 20mm in altezza (che si riducono a 15 alle estremità, negli ultimi 7 mm), 30mm di profondità e 13 di larghezza)
Guardando la RC dal dietro, al centro sul lato sinistro troviamo il box della ricevente a tenuta stagna, in mezzo il motore ed a destra le guide per accogliere l’ESC che è fatto su misura (qualcuno mi diceva essere prodotto da castle creation, ma non saprei se è vero) e bloccato in posizione talla paratia di chiusura del vano batterie.
Davanti tra il box della ricevente ed il motore vi è un carter che protegge gli ingranaggi della trasmissione, il palo rigido (di serie esce senza differenziale centrale) e la frizione parastrappi regolabile.
Gli ammortizzatori sono in configurazione “push-road”. Sono installati sul telaio, non sui braccetti delle sospensioni. Sono collegati al braccetto delle sospensioni tramite un puntone (push rod) ed una parte di collegamento (rocker) fissato al telaio tramite una vite e dotato di boccole in teflon, che fa da perno.

Il corpo degli ammortizzatori, i rocker ed i push rod sono completamente in plastica. Gli ammortizzatori hanno al loro interno l’olio e vengono forniti di serie con molle di colore rosso. Come si vede dalla foto, la durezza delle molle è indicata dallo sbaffo di vernice (in questo caso, verde) su di esse. Di scatola ci sono le molle medie (2 mm).
I braccetti inferiori sono fissati alla cellula del differenziale tramite 2 perni per ogni braccetto e tali perni sono tenuti in posizione da due skid plate in plastica, mentre i braccetti superiori sono fissati con un’unico perno tenuto in posizione da una “piastrina” in plastica.

I mozzi (uguali sia davanti che dietro) sono fissati ai braccetti tramite uniball. Questi ultimi sono tenuti in posizione da dei blocchi in plastica. Bisognerebbe aspettare che questi blocchi si consumino o dargli una leggera limata per rendere più scorrevole il tutto, oppure sostituirli con quelli optional in metallo.

Sull’anteriore, i braccetti dello sterzo (non regolabili, come i posteriori) si collegano al gruppo salvaservo posto al centro del modello nella parte inferiore. Il gruppo lavora su due piccole boccole in teflon ed è protetto dai colpi dallo skid plate anteriore. Nella parte inferiore del telaio troviamo
anche, a protezione degli organi meccanici uno skid plate centrale e dei “roll bar” sul servo.

In teoria il modello è disponibile con carrozzeria con dominante rosso, blu, argento o giallo, anche se quest’ultima non l’ho ancora vista in giro.
Il modello si presenta completamente cuscinettato sulla trasmissione. Gli unici punti dove mancano i cuscinetti sono i rocker ed il gruppo sterzo, ma sono disponibili compe optional.

Trasmissione
Di serie il Revino è dotato di due differenziali, palo rigido centrale, frizione parastrappi.
Una cosa che mi è piaciuta molto sono le brugoline passanti. Danno l’idea di maggior sicurezza rispetto ai tradizionali. Non so in caso di perdita delle brugole quanto si trovino facilmente…
La trasmissione, pur essendo in plastica non è male, anche se avrei preferito in metallo.
La scelta di stare “sull’economico” usando la plastica per tutta la trasmissione (trascinatori compresi), benchè di una certa consistenza, lascia un po’ l’amaro in bocca dopo aver speso un bel po’ di soldi per il modello.
I differenziali forniti hanno 3 satelliti e sono già riempiti con l’olio della giusta viscosità per divertirsi. Tutta la trasmissione lavora su cuscinetti.

Come dicevo poco fa, il modello è dotato di una frizione regolabile per “ammortizzare” l’esuberanza del brushless e stressare meno la trasmissione. La regolazione avviene, come sempre in questi casi, agendo su un dado che stringe o smolla i 2 dischi che chiudono a sandwitch il disco in ferodo.

Elettronica
Come dicevo all’inizio, il mio modello è dotato di radio a 2.4 GHz, che comprende tutti i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnologia. Sinceramente il telecomando (disponibile SOLO a volantino) è un po’ brutto.troppo plasticoso/giocoso, sembra quella delle macchinine del supermercato.
I trimmer del gas e dello sterzo sono i classici potenziometri, c’è la possibilità di regolare MECCANICAMENTE la posizione del grilletto del gas (50/50 o 70/30). Nella parte bassa invece troviamo il led di stato, il pulsante per fare il binding con la ricevente e l’interruttore di accensione. Nella base vi è lo spazio per le 8 pile stilo dell’alimentazione.

Per quanto concerne la ricevente invece, come dicevo sopra si trova in un box resistente all’acqua con tanto di guarnizione.
La ricevente presenta 4 canali. 2 sono dedicati ai servi dello sterzo (eh, sì, se ne possono mettere 2), uno dedicato al gas ed un 4° canale per… boh??? a parte alimentare delle ventole aggiuntive. La ricevente è incollata alla base della ricevente ed è alimentata direttamente dal BEC (Battery Eliminator Circuit) integrato nell’ESC (il regolatore del motore)

Passando all’ESC VXL-3m, ci sono diverse cosucce da dire. Come dicevo sopra, la cassa in plastica è fatta su misura per entrare a slitta nei supporti posti sul telaio.
Viene alimentato tramite il connettore “traxxas high power” e supporta sia le batterie Ni-Mh che le LiPo. Tramite il pulsante posto sopra l’ESC si può accendere e spegnere l’ESC (e la radio che esso, tramite il BEC interno, alimenta), impostare il cut-off (in base al tipo di batteria) per evitare di
rovinare le batterie, impostare la modalità “training” per diminuire le prestazioni per chi inizia, race (senza retro) o sport (acceleratore, retro e freno al 100%), ma purtroppo non è programmabile in maniera più raffinata. Può essere alimentato con LiPo 2s e 3s, ma a 3s il piccolo inizia a diventare un po’ ingestibile e, a sentire chi ci ha provato, il BEC interno con le batterie 3s sembra soffrire un po’. All’atto pratico l’ESC non se la cava male, anche se andrebbe raffreddato tramite una ventola. Un’altro piccolo neo è che alle basse velocità c’è poco freno, mentre se si frena da alta velocità le cose cambiano ed il modello frena discretamente.

Il motore Velineon brushless, classe 380 viene fornito di serie con pignone 27 denti modulo 48. Per essere un motore di una RTR, non è niente male.
Buone prestazioni e tanta coppia, tanto che, uscito di scatola ed alimentato con un pacco LiPo 2s, non è strano fare backflip sul posto in accelerazione. Il montaggio e la regolazione del motore in base al pignone ed alla corona è semplicissimo. Il motore è fissato ad un supporto che fa anche da dissipatore, e si fissa al supporto motore con un perno nella parte inferiore, mentre nella parte superiore è fissato ad un’asola mediante una vite, che permette in pochi secondi di smontare il motore, sostituire il pignone, rimontarlo e sistemare l’accoppiamento.

L’ultima parte dell’impianto è il servo dello sterzo. Da pignolo come sono, non mi aspettavo che questo servo andasse così bene. Digitale, 4 kg di potenza e resistente all’acqua non è niente male e gli ingranaggi di ricambio costano intorno ai 6 euro, ma sono tutti ingranaggi in plastica (peccato non ci siano anche in metallo).
Come scrivevo sopra, il modello può supportare fino a 2 servi per lo sterzo

L’installazione di servi alternativi è un po’ complessa (dimensione max 16x30mm), in quanto il foro in cui si inserisce il servo è piccolo, lungo 3 cm. Mentre il servo originale (che come velocità e potenza, se paragonato ad altri, non è affatto male, peccato la resistenza…) ha il filo che esce dalla parte alta e non ha problemi ad essere montato, i servi tradizionali hanno il filo che esce dalla parte laterale del servo e montarlo è un’impresa… A volte bisogna addirittura aprire il servo per montarlo e dare una limata agli attacchi per ridurli un filo.
In origine il servo è montato a destra, ma il filo passa un tantinello troppo vicino all’albero di
trasmissione. Allora l’ho spostato sulla sinistra, intanto non cambia niente a livello di meccanica
Running out of the box
Come sempre, non ho testato il modello in configurazione base… Però, almeno all’inizio, mi sono contenuto. Ho semplicemente non usato la batteria di serie, ma 2 LiPo 2s 1250 MAh in parallelo. E devo dire che il piccoletto si è dimostrato essere un ottimo modello divertente da guidare. Se partite da fermi e spalancate tutto in avanti o indietro, il Revino fa la capriola su se stesso. E se non si capotta perchè c’è poca trazione, allora va via in impennata e ruote al cielo per diverso tempo, stile Herbie. Il problema in queste condizioni è sterzare…
Andando a bassa velocità, come dicevo la RC ha poco freno, ma riesce a divertire. Ha qualche tendenza al capottamento anche laterale e in curva, ed ad esempio, sulla ghiaia risulta difficile da gestire.
Ho anche provato una rampa da 1/8 e dopo un po’ di atterraggi disastrosi mi si è tranciato il filetto dell’uniball posteriore sinistro, ma, sinceramente, la cosa non mi ha stupito più di tanto, anche perché è risaputo che queste sfere non sono così resistenti. Mi sarei aspettato di peggio.
Ci si deve ricordare, comunque, che stiamo parlando di una 1/16, per cui non si può pretendere che possa affrontare ostacoli o terreni troppo impervi. Altro piccolo problema sono i sassi. A girare sulla ghiaia gli assali posteriori (che ricordo, sono in plastica e grossi) vengono bombardati dai sassolini scagliati dalle ruote anteriori (e vi assicuro che “raspa” su molto bene). Inoltre non è raro che qualche sasso si blocchi tra la parte interna del cerchio ed i mozzi ruota bloccando la ruota. Basta dare un colpetto in retro e la ruota dovrebbe sbloccarsi.
Che dire… Come modello da divertimento, assolve pienamente al suo compito e non delude le aspettative!

Optional e modifiche
Ecco forse la parte più corposa della recensione. Ci sono una infinità di optional e si può trasformare quasi interamente in alluminio, ma parlerò solo di una parte di questi optional.
Tra le marche di optional abbiamo Traxxas, GPM, Integy, Hot Racing, RPM e, una menzione speciale ad H8Italia.
Partiamo da quest’ultima, di cui ho avuto il piacere di conoscerne alcuni membri in pista… Ha presentato 3 telai diversi in alluminio, che trasformano completamente il Revino in base alle esigenze.

E, se non ricordo male, dovrebbero esserci anche le rispettive versioni a passo lungo. Vi rimando al loro forum per maggiori informazioni: H8Italia :: Index
Traxxas fornisce diversi ricambi per il suo piccolino. Partiamo dal differenziale centrale riempito con olio di densità 50.000. Al momento sto provando con un 100.000 e mi sembra più divertente. Il Revino perde parte della sua cattiveria in partenza e la tendenza ai capottamenti ed impennamenti, ma guadagna tantissimo in guidabilità ed in maneggevolezza. Altri optional degni di nota sono i cuscinetti per sostituire le 8 boccole dei rocker (e rendendoli più morbidi) e le 2 boccole (di dimensioni diverse) dello sterzo.
Optional importantissimi sono i push rod in alluminio ed i braccetti regolabili (per regolare la convergenza) anch’essi in alluminio. Tra gli optional più costosi ci sono i semiassi delle ruote in metallo. Oltre ad essere più robusti e sottili (quindi in teoria potrebbero avere meno inerzia) e garantire un migliore inserimento in curva (così dicono). Tra gli altri optional possiamo cirate i trascinatori in alluminio, molle di diversa durezza, ammortizzatori in alluminio rivestiti internamente in teflon, una wheelie bar per evitare i ribaltamenti e poco altro.
Integy, GPM ed Hot Racing invece presentano praticamente quasi tutti i componenti in alluminio (e titanio), dai push rod e toe rod in alluminio ed entrambi regolabili, i braccetti, i semiassi che partono dal differenziale centrale, la scatola della ricevente, i vari carter, rollbar, skid plate (anche in titanio), ammortizzatori, rockers, wheelie bar, sfere dei mozzi (in acciaio però), mozzi…. Praticamente, tranne il telaio centrale, i differenziali, gli ingranaggi e le cellule dei differenziali, tutto il resto si può trovare in alluminio. C’è da ricordare però che l’alluminio pesa di più della plastica, spesso e volentieri.


L’RPM invece, per il piccolo Revino, propone un set di braccetti in plastica. Ma non sono braccetti normali… Quelli in alluminio possono spezzarsi, mentre quelli della RPM, a detta di chi li ha provati, si piegano in caso di forti colpi, ma si possono raddrizzare facilmente senza che si indeboliscano e riportino danni seri. In Italia non è facile trovarlo, ma so che un certo negozio online (e anche offline) ha intenzione in futuro di trattare sia RPM che altri marchi simili.
Logicamente, anche tutto il rimanente può essere sostituito. Per ESC e motori ci sono vantissime alternative, tipo mamba e novak, così come per le gomme, tipo le Dirt Hawg o, ancora, la carrozzeria. In teoria in gara non si possono fare fori oltre a quelli integrati nella carrozzeria. Per ovviare a questi problemi, la pro-line ha realizzato una carrozzeria che integra una presa d’aria dinamica frontale per tenere sotto controllo le temperature.
Come era logico aspettarsi da me, non ho lasciato il Revino di serie… Ho modificato sia l’elettronica che la meccanica, ma ogni modifica è stata ben ponderata (o quasi).
L’elettronica andava quasi bene di serie. Come modifiche ho installato le 2 batterie LiPo in parallelo, il dissipatore per il motore munito di ventola (che si è rotta durante un salto) collegata al 3° canale della ricevente. Appena sarà disponibile, lascerò sul motore solo il dissipatore ed installerò una
ventola 25×25 sull’ESC per meglio raffreddarlo. Per evitare problemi con il BEC integrato nell’ESC e per diminuire il riscaldamento dell’ESC stesso ho installato un BEC esterno (chiamato anche UBEC). Al momento ho creato un cavetto a “Y” (anche se non è ancora il top del lavoro) ed ho isolato il segnale dall’alimentazione, sdoppiando la massa. L’alimentazione (ed una delle 2 masse) l’ho dirottata sull’UBEC, mentre il segnale e la seconda massa alla RX. Certo, mi sarebbe più semplice aprire l’ESC, isolare l’alimentazione verso la RX e saldarci sopra l’ UBEC così, quando si accende l’ESC si accende l’UBEC. E se l’UBEC si guasta?
Con i cavi è possibile escludere lo UBEC ed usare i BEC integrato e continuare a girare.
Per aumentare il raffreddamento ho anche forato la carrozzeria, ma intanto non faccio gare…
Come meccanica invece le modifiche sono state più sostanziali. A seguito del salto in cui mi si è tranciato l’alberino della sfera, sono in attesa delle sfere in acciaio e dei braccetti della RPM (nel frattempo uso i ricambi originali). Per il resto delle sospensioni, ho installato i cuscinetti sullo sterzo e sui rocker, ho installato i rocker in alluminio, i push e toe rod in alluminio regolabili, gli ammo in alluminio con i relativi attacchi (uno manca ancora, ma arriverà) ed i fuselli in alluminio con le boccole in teflon regolabili (come quelli della TS4n per capirci).


Tutte queste modifiche hanno reso le sospensioni e lo sterzo molto più morbidi e progressive, rendendo la guida molto più precisa e rapida nel rispondere ai comandi. In arrivo ci sono anche gli assali anteriori e posteriori in metallo (già che devo smontare tutta la RC anche per manutenzione) che dovrebbero appunto migliorare l’erogazione. Per gestire meglio il modello ho montato il differenziale centrale e la weelie bar in alluminio (che col differenziale centrale serve a meno), ma penso che cambierò l’olio nel differenziale con uno più denso per renderla ancora un po’ più cattivella…
Qualche “pazzo” e con gli attrezzi giusti potrebbe rendere sterzanti le ruote dietro. Non dovrebbe essere poi così difficile…

Dopo tante scariche, facciamo il punto….


Dopo aver fatto un bel po’ di scariche in varie condizione, penso sia arrivato il momento di fare il punto della situazione. Non solo sul modello in se, ma anche su una parte degli “infiniti” optional che il mercato propone per il revino (logicamente, considerazioni personali).Il modello è splendido da portarsi in giro. Lo porto sempre quando vado a girare nel pistino on, visto che dietro c’è un parcheggio sterrato e ci sono altri “revinisti”, in montagna (dove c’è un parcheggio parecchio dissestato) e spesso dai parenti. E’ un buon compromesso tra portabilità e versatilità. Se il terreno non è esageratamente “difficile” ci si può davvero sfogare.
Sento tanti che acquistano il mostriciattolo “pretendendo” di farlo volare con LiPo 3s o superiori, ma non ce lo vedo come un dragster, anche perchè le curve difficilmente si riescono a fare. I backflip ad alta velocità sono divertenti e spettacolarità, ma alla lunga è più divertente girare in pista con gli amici.
Di rotture non ne ho avute molte. 2 volte mi si è rotta una sfera pivot nel braccetto. La prima volta facendo il pistola su una rampa per 1/8 (e non atterrando bene…). La seconda volta si è rotta quella in titanio nel braccetto RPM. Una rabbia pazzesca!!! Fortunatamente un mio amico usando il trapano a colonna (e, se avete un dremel, c’è un accessorio che lo trasforma in un trapano a colonna appunto) ed una punta dell’1 ha forato il perno della sfera pivot e poi con un maschiatore a filettatura invertita è riuscito ad estrarre il pezzo rotto. Con quello che costano le sfere in titanio, si ha solo un risparmio di peso ma non di rorustezza. La rottura è stata inattesa perchè in prefedenza ho preso colpi ben peggiori (ed anche con temperature più basse, anche se eravamo sui 2 gradi quel giorno) senza danni.
Altra rottura il supporto del paraurti anteriore, ma dopo tanti salti la cosa era “aspettata”.
Terza rottura, l’o-ring che tiene insieme il giunto omocinetico in metallo originale Traxxas (che mi pare molto simile all’Integy). Diciamo che è progettato un pelino male secondo me, perchè se si perde/rompe l’o-ring si rischia di perdere perno e bussola. Si può mettere il termoretraibile per evitare di perdere l’o-ring, ma gli spazi sono un po’ troppo risicati ed un paio di volte mi è saltato via.Per la pulizia del modello, di solito uso il classico pennello, aria compressa, straccio e WD40. Attenzione che quest’ultimo lascia il modello “unto” per un po’…

Comparto radio/elettronica… L’elettronica di serie non è male. Il servo dello sterzo, nonostante gli ingranaggi in plastica non è assolutamente da “buttare”. L’ESC ed il motore funzionano egregiamente, anche se un dissipatore passivo sul motore ed un po’ più di freno anche alle basse velocità avrebbero migliorato le cose (a meno che non siate dei pignolini rompiscatole come il sottoscritto ).
La radio non mi è piaciuta, ma più che altro una questione di abitudine. La distanza tra grilletto e sterzo è maggiore di quella a cui sono abituato con la vecchia radio, ed il grilletto del gas (come anche lo sterzo) non mi dava quel feedback che cercavo. Anche sulla DX2s di un mio amico ho difficoltà col gas perchè sempre troppo morbido…

Come optional e modifiche, ne ho provati un po’. Alcuni li ho presi per motivi “estetici”, altri “prestazionali”, ed altri ancora per entrambi i motivi. Alcune scelte alla lunga mi sono piaciute, altre invece mi hanno un po’ deluso…

- Regolatore Hobbywing EZRun 60A: cambia completamete lo stile di guida. Il freno alle basse velocità finalmente si sente e si può attivare anche il “freno motore” in rilascio. Inoltre
- Motore Feigao Brushless Sensorless 4900KV: questo l’ho voluto provare. Ha più coppia del Velineon ed è un po’ più cattivo. Conferisce al modello più velocità grazie ai 900kv in più
- Dissipatore motore Yeah Racing: per raffreddare meglio il motore. Consigliato comunque
- Lipo 2s 2250mAh / 45c : forniscono tutta la corrente che il motore richiede. Col Feigao si arriva ad una 20ina di minuti senza problemi
- Radio Futaba T3PM 2.4 GHz: come dicevo, è una cosa soggettiva. Ha moltissime regolazioni e mi piace, ma anche quella originale va bene.
- Ammo in alluminio by GPM: quelli originali tendono a perdere olio dai fori di sfiato. O si chiudono i fori, o si cambiano ammo. Tra l’altro mi sembrano più scorrevoli degli originali
- Molle verdi e nere Traxxas + set molle Integy: dipende da dove girate e se volete “assettare” il modello per bene
- Giunti omocinetici ruota in alluminio by Traxxas: più robusti degli originali, ma non mi piace la qualità costruttiva. Forse i GPM che non richiedono di aprire i differenziali (anche se ho idea che pasino un po’…
- Differenziale centrale: consigliato per rendere più guidabile il modello. Fa molta più fatica ad impennare o a fare backflip, ma in pista è più importante altro…
- Cassa differenziale centrale in alluminio by GPM: inutile e va modificata per un errore di realizzo. Con il differenziale centrale blocca tutta la trasmissione. Ma mi piace come luccica quando è pulita
- Salvaservo in alluminio by GPM: inutile. Ma all’originale si era “sfilettato” uno dei fori dove si fissano i tiranti dello sterzo e, come per la cassa differenziale centrale, mi piaceva…
- Cuscinetti sterzo: consigliati. Aumentano la scorrevolezza dello sterzo
- Cuscinetti rocker: consigliati. Migliorano la progressione e linearità delle sospensioni
- Giunti omocinetici trasmissione in alluminio by GPM: a meno che non usiate motorizzazioni mostruose se ne può fare a meno. Gli Integy sono più leggeri, ma non danno molta affidabilità, soprattutto i bicchierini e le relative brugole
- Push Rod in alluminio by Traxxas: molto belli esteticamente. Non saprei se sono più robusti dei GPM, ma i GPM si erano piegati… Sosstituibili con una barra filettata e 2×2 uniball (risparmiando parecchio)
- Tie Rod in alluminio by Traxxas: idem come sopra, ma più utili per regolare meglio la convergenza senza agire sulle sfere dello sterzo
- Barilotti anteriori e posteriori in lega by GPM: mi dicono che gli originali tendono a prendere giochi. Non sono arrivato a quel punto, ma con questi lo sterzo è più morbido. Ora ci sono anche quelli della RPM…
- Tappi barilotti in alluminio by GPM: dubbia utilità rispetto agli originali forniti coi barilotti GPM, in plastica
- Braccetti ammortizzatori in plastica by RPM: consigliati. Più robusti e si rompono raramente. Anche se ogni tanto si rompono
- Paraurti anteriore e posteriore in plastica by RPM: estetici… Ma fanno al loro porca figura…. Attenzione alle viti con passo non metrico
- Rocker in alluminio by Integy: inutili. Belli. Ma sono meglio quelli della hot racing, disponibili in america, con diverse posizioni per variare il comportamento del modello
- Sfere pivot sospensioni in titanio by Lunsford: inutili. Direi resistenza paragonabile (o inferiore ) alle originali, per cui tanto vale risparmiare soldi
- Pin in titanio by Lusford: idem come sopra
- Supporti ammo anteriori e posteriori in lega by GPM: utilità dubbia. Carini di certo, anche se gli hot racing…
- Wheelie bar in lega by GPM: pesicchia un po’ e con il 3° differenziale non serve. A meno che non si usi come “coda” per afferrare il modello. In caso di urti violenti scarica tutto il colpo su supporto alettone, mentre l’originale traxxas in plastica si sgancia
Discorso gomme….Ne ho provate alcune, ma al momento ho girato solo su moquette, terreni ghiacciati o fangosi (causa tempo), asfalto e ghiaia (da sassi “grossi” a ghiaia simile a quella dei gatti). Le dirt hawg mi hanno deluso sinceramente. A parte che pesano e ci vuole un pignone più piccolo per non sforzare il tutto, ma poi non mi sembra facciano molto. L’elevato peso dato soprattutto dai cerchi con beadlock aiuta a tenere giù il modello su tracciati molto sconnessi, ma su fanghiglia , terreno ghiacciato e ghiaia il grip è un po’ scarsino.
Le talon originali fanno un po’ tutto, ma non eccellono in niente in particolare. Forse sulla moquette dove scivolano il giusto… Ma non offrono un gran grip sui fondi diversi dalla moquette. Diciamo che sono le classiche gomme da primo equipaggiamento.
Le Pro Line Hot Shot penso vadano bene su terreni compatti (dove al momento non sono stato), ma su ghiaia etc non tanto. A parte che ho montato quelle strette da anteriore (queste ho trovato all’epoca) ed il revino sta un po’ male esteticamente… Mi sembrano simili alle Traxxas S1 Response. Sui terreni compatti ed asciutti potrebbero offrire buone sorprese. Meglio non usarle sulla moquette a causa dell’eccessivo grip che offrono, soprattutto in curva.
Mi riservo il diritto di provarle sul terreno giusto.
Le GPM da asfalto sono una copia delle proline road rage, ma con mescola più dura. Scivolano parecchio appena montate e secondo me vanno rodate un bel po’ e fatte scaldare a dovere.
Le GPM da off sono gomme dure (anche come carcassa). Mi sono piaciute molto sui terreni con ghiaia di diverse dimensioni, offrendo davvero un grip superiore alle dirt ed alle talon senza ombra di dubbio, tanto da permettermi di scalare la “nostra” classica collinetta di ghiaia fine senza rincorsa e dal versante più ostico, cosa che non riuscivo a fare con le dirt (unica differenza, con le dirt pignone da 19 e con le gpm da 23) ne tantomeno i miei soci con le talon. Consigliare se girate su ghiaia e ghiaini (e da provare bene col fango, ma sembrano andare ottimamente…)
Piccolissimo aggiornamento sul comparto radio.Nelle ultime versioni del revino a quanto pare hanno cambiato il telecomando.Il primo era a 27MHz:
Traxxas – TQ Transmitter (2-Ch) (#2222) – Overview | traxxas.com
scarno e con poche (nulle) regolazioni

Il secondo radiocomando invece era uguale al primom na con tecnologia a 2,4 GHz:
Traxxas – TQ 2.4GHz Radio (2-Ch) (#2228) – Overview | traxxas.com

L’ultimo modello invece è sempre in 2.4, ma presenta anche la possibilità di programmare alcuni parametri:
Traxxas – TQ 2.4GHz Traxxas Link (#2238) – Overview | traxxas.com
Può tenere in memoria 20 modelli con selezione automatica, regolazione EPA, acceleratore esponenziale e rx a 5 canali

Cava